Open Day alla John Cabot, alla ricerca del lavoro del "domani"

Open Day alla John Cabot, alla ricerca del lavoro del “domani”

ROMA – Come è cambiato il mondo del lavoro? Quali sono le soft skills che un laureato deve avere? Che tipo di competenze dovranno possedere i giovani per trovare occupazione domani? Qual è il ruolo dell’università? Tutte domande che hanno trovato risposta questa mattina alla John Cabot University di Roma, dove manager ed esperti hanno aperto una finestra sulle future innovazioni nel campo aziendale, sull’automazione del lavoro, sulle nuove competenze richieste, confrontandosi con studenti, ricercatori e addetti ai lavori.

‘Competenze innovative: il lavoro che ti aspetta’ è il titolo del dibattito che ha visto alternarsi fra i relatori Angela Paladini, direttrice risorse umane Emea della Johnson & Johnson, Michele Riela, vicepresidente vertical solutions di Olivetti, Iliana Totaro, head of people development di Enel Group, Pietro Paganini, professore di business administration e fondatore di Competere. Moderatrice Antonella Salvatore, docente di marketing e direttore del career services della Jcu.

“Il lavoro si trova- ha spiegato Paganini- e si crea quando si hanno le competenze, le conoscenze e l’esperienza che rispondono alle esigenze del mercato. Si trova, quando si hanno le cosiddette soft skills, ma soprattutto la capacità di comprendere il cambiamento e di adattarsi a esso, un fattore che va al di là del puro sapere. In questo senso, l’università, oltre a un luogo di specializzazione, deve essere un ambiente aperto, dove sperimentare e capire i processi, in modo da anticiparli”.

“Secondo la nostra ultima statistica- ha sottolineato Salvatore- nei primi sei mesi del 2018 il 30% degli studenti e dei laureati Jcu, percentuale che costituisce la maggioranza, ha trovato collocazione nei settori Comunicazione, Marketing e Digitale. Il dato per ora conferma il trend del 2017”.

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