Amicizia, amore e musica rock nel romanzo “Tu che sei di me la miglior parte”

Nel libro di Enrico Brizzi, edito da Mondadori, i racconti dell’adolescenza e l’estate dei diciottenni

Roma – Che siate lettori compulsivi o di quelli pigri, da poche pagine al giorno, c’è un tipo di romanzo che fa comunque al caso vostro: “Tu che sei di me la miglior parte” di Enrico Brizzi è uno di questi. L’autore, a più di vent’anni di distanza dal fortunato Jack frusciante è uscito dal gruppo (1996), torna con un libro da leggere tutto d’un fiato. Il nuovo volume ambientato a Bologna negli anni Ottanta è una di quelle storie – belle – in cui il protagonista adolescente lotta per trovare il proprio posto nel mondo, fatica a diventare grande tra amori, amicizie e musica rock. Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell’avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L’impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il “peggiore amico” capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt’altro che innocenti dell’adolescenza. L’asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale, i tre si troveranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell’abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che li vedrà protagonisti nell’estate dei diciott’anni. “Tu che sei di me la miglior parte” è un libro in cui trovarsi e ritrovarsi e che, forse più di altri, fa sentire la tanto tormantata adolescenza un passaggio bello ed obbligato.