Bentornato Riccardo Sinigallia

Bentornato Riccardo Sinigallia

È in radio da oggi “Ciao cuore”, il primo singolo estratto dall’omonio album in uscita il 14 settembre

 
Roma – Erano quattro anni che Riccardo Sinigallia non faceva un disco tutto suo e chi la musica la conosce ne sentiva la mancanza. Bisognerà aspettare il 14 settembre per ascoltare le canzoni di “Ciao cuore”, il nuovo album in uscita per Sugar e prodotto dal cantautore insieme a Laura Arzilli, sua compagna di vita e inseparabile bassista. Intanto da oggi è in radio il singolo che dà il nome all’album, il brano rappresenta molto bene il mondo musicale del nuovo lavoro discografico con trame pop elettroniche che riescono a poggiare sull’emotività mettendo al centro della canzone il testo, capace di evocare suggestioni in bilico tra realtà e immaginazione.
 
«Questa canzone è un invito ad aprire le braccia, la bocca, le orecchie, i polmoni» racconta Riccardo Sinigallia «a mettere in connessione il proprio respiro con tutto quello che ci circonda e vivere lealmente e pienamente il momento. Non è facile.».
 
Sulla fiducia crediamo a quanto ci racconta il comunicato di lancio di “Ciao Cuore”: «Un disco profondo, intenso, sanguigno, intriso di malinconia, ma anche di rabbia e passionalità, perché i colori dell’esistere sono distinguibili solo razionalmente e la musica di Sinigallia non è ragione: è arte che affonda le mani nei sentimenti e li fa emergere». Ci crediamo perché Riccardo Sinigallia è certamente uno dei migliori cantautori della scena italiana, ma non solo. Artista a tutto tondo, Sinigallia scrive, compone, suona e produce, e sa farlo bene e senza troppo rumore. A nostro avviso è una figura cardine del panorama musicale degli ultimi vent’anni: insieme al fratello Daniele Sinigallia, da sempre si è dedicato alla ricerca musicale e all’approfondimento del rapporto con le parole. I due hanno co-firmato successi della recente storia musicale italiana come “Due destini” e “La descrizione di un attimo” per i Tiromancino, “Vento d’estate” e “Lasciarsi un giorno a Roma” di Niccolò Fabi o “Cara Valentina” per Max Gazzè, o come l’album “Non erano fiori” di Coez, contribuendo significativamente alla popolarità della scena romana dagli anni ’90  fino ad oggi. È stato lui a credere in Motta e a produrre l’album (targa Tenco) “La fine dei vent’anni”.
 
Insomma questo artista lo stavamo aspettando con ansia e l’unica cosa che riusciamo a dire è: Bentornato, Riccardo Sinigallia.