Suburra - La serie lede l'immagine di Ostia: è polemica

Suburra – La serie lede l’immagine di Ostia: è polemica

Prosegue la polemica per Suburra, la serie di Netflix in collaborazione con Rai Fiction ambientata tra Roma e Ostia. Proprio la cittadina costiera rischierebbe un danno d’immagine a causa dei fatti di criminalità narrati nella fiction. E’ quanto denuncia l’associazione OstiamoR, che tramite la voce del suo presidente Italo Mannucci, ha annunciato di aver chiesto l’intervento della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai per “cancellare definitivamente da ogni copione di Rai Fiction la parola ‘Ostia’, in riferimento a fatti di criminalità che possano ledere l’immagine della città e dei suoi cittadini”.

Una richiesta che finirà in tribunale.

L’associazione si è affidata all’avvocato Domenico Stamato per diffidare la produzione di Suburra – La serie.

“E’ stata effettuata ai danni di questa città un’azione lesiva attraverso una rappresentazione “veritiera” (trattandosi di una fiction) che ha descritto una realtà inesistente. Per questo, stiamo studiando gli atti per valutare se sia possibile avviare una causa per diffamazione”.

Suburra – la serie

Ambientata a Roma e ispirata all’omonimo romanzo, la serie vede Chiesa, politici corrotti e criminalità organizzata scontrarsi in una sanguinosa lotta per il controllo del litorale di Ostia.

Protagonisti gli stessi personaggi che hanno già conquistato il pubblico nella prima stagione: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini), Sara Monaschi (Claudia Gerini), ambiziosa consulente finanziaria legata alla Chiesa, il politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) e lo spietato boss Samurai (Francesco Acquaroli).

Quali nuove alleanze stringeranno e quali nuove strategie escogiteranno per conquistare il controllo del litorale romano?

Questa seconda stagione, è scritta da Barbara Petronio, che cura anche la supervisione editoriale, Ezio Abbate e Fabrizio Bettelli, e diretta da Andrea Molaioli (Suburra La Serie, La ragazze del lago, Il gioiellino) e dalla new entry Piero Messina (L’attesa).