Volontari 'per sempre' con il Servizio Civile Universale

Volontari ‘per sempre’ con il Servizio Civile Universale

La coordinatrice Postiglione e 5 ragazzi spiegano perché partecipare al bando 2018

ROMA – Esperienza, responsabilità, ricchezza, solidarietà, salto. Sono i termini scelti da Jasmin, Andrea, Sara, Angelo e Silvia per descrivere in una parola il proprio percorso nell’ambito del Servizio Civile Universale, il servizio dedicato ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni che permette ogni anno a migliaia di giovani italiani di svolgere attività di utilità pubblica o sociale a favore di enti e associazioni.

Sono 53.363 i posti messi a disposizione dal bando 2018, che scadrà il prossimo 28 settembre. Un bando pieno di novita’, come sottolinea a diregiovani.it la coordinatrice del Servizio di Comunicazione del Dipartimento Servizio Civile Universale, Titti Postiglione: “Nel bando di quest’anno ci sono molte novità introdotte dalla riforma del 2017, come la possibilità di candidarsi a progetti sperimentali con una durata inferiore del servizio, quindi non 12 mesi ma anche otto, nove, dieci o undici. E ancora progetti dedicati a ragazzi con minori opportunità, che magari non hanno potuto studiare o che vivono in contesti difficili- aggiunge- oppure la possibilità per i volontari di svolgere un periodo di attività fino a tre mesi all’estero o di seguire un percorso di tutoraggio per avere strumenti nuovi per avvicinarsi al mondo del lavoro”.

 

 

Seguire le proprie passioni o sperimentare qualcosa di nuovo. Le opportunità di crescita all’interno di un progetto del Servizio Civile si adattano alle esigenze più diverse, abbracciando la possibilità di optare per un’esperienza all’estero o di selezionare uno dei tanti settori di attivita’ (Ambiente, Protezione Civile, Beni Culturali, Educazione o Assistenza) restando in Italia.

È la scelta che hanno fatto Jasmin Maani, Andrea Di Martino, Sara Bampa, Phil Angelo Lisciandra e Silvia Biffi, i cinque volontari protagonisti del video di promozione istituzionale del bando 2018, nato da un’idea presentata dagli stessi volontari nell’ambito di un concorso per la realizzazione di un video sul Servizio Civile Universale. Uno strumento di comunicazione particolarmente efficace, secondo Titti Postiglione, che non risparmia l’entusiasmo nel definire “i loro occhi, i loro racconti, le loro storie” il miglior strumento di comunicazione “per far passare questo messaggio di partecipazione, di voglia, di impegno, di passione”.

Premiati lo scorso 12 settembre dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vincenzo Spadafora, e della capo dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, Valeria Vaccaro, i cinque ragazzi hanno raccontato la propria esperienza a diregiovani.it. “Avevo gia’ in mente da un po’ di tempo di fare un’esperienza di Servizio Civile- racconta Angelo, 28 anni- Ho aspettato il momento giusto per provare a farlo e sono stato consigliato da amici e parenti”.

“Avevo bisogno di nuove esperienze- gli fa eco Jasmin, 26 anni- Poi è arrivata una fatidica email che mi parlava della selezione per il Servizio Civile e ho deciso di provare”. Nuovi stimoli da sperimentare in un periodo di pausa dallo studio o traguardo ragionato di un percorso di formazione, il Servizio Civile è nei racconti dei volontari qualcosa di più di un semplice lavoro. “Il servizio civile mi ha dato sicuramente la possibilita’ di crescere sia a livello umano che a livello lavorativo- spiega a diregiovani.it Sara, 23 anni- A livello lavorativo, perché mi ha insegnato ad essere ordinata e precisa, a livello umano perché mi ha messo davanti a persone con delle esigenze, dandomi la possibilit° di crescere e di capire come rapportarmi agli altri”.

 

Aiutare bambini in attività di doposcuola, misurarsi con percorsi di educazione anche in ambito artistico e teatrale, fornire assistenza ai giovani. Il Servizio Civile mette letteralmente in gioco passioni, competenze, talenti, inclinazioni dei volontari, che nei progetti scoprono un nuovo modo di relazionarsi con l’altro e si scoprono in tutta la loro umanità e fragilità. “Ho messo in gioco tutto me stesso, con i miei dubbi e le mie paure, l’ansia di non essere all’altezza di un compito che non fa parte propriamente del percorso di formazione che ho scelto- rivela con sincerità Andrea, 23 anni- Credo però che questa esperienza mi sarà utile perché mi ha fatto rendere conto che ho delle potenzialità che devo solo tirar fuori, come tutti, e che non ci si deve fermare alla prima difficolta’”.

“Consiglierei ai giovani come me di partecipare al bando- spiega Silvia, 24 anni- perché è un’esperienza costruttiva e coerente, che ti forma tantissimo in modo leggero e spontaneo. Non è un’esperienza che senti come un peso, ma che vivi in modo molto informale”. Un “salto”, lo definisce la ventiquattrenne, “perché é qualcosa che ti entusiasma e ti sprona, pero’ poi comunque ti riporta con i piedi per terra”. Un’attività in linea con la tradizione del volontariato italiano, “il più antico del mondo”, sottolinea Postiglione, quella tradizione che si traduce in “un dare quotidianamente”, in “un impegno per la vita”. “In questo io trovo molte assonanze tra i volontari di Protezione Civile e i volontari di Servizio Civile pur essendo mondi completamente diversi- precisa Postiglione, per anni impegnata in prima linea nell’Ufficio Emergenze della Protezione Civile- perche’ una volta che si e’ passati per questa forma di cittadinanza attiva non la si lascia piu’. Si rimane volontari per sempre”.