Il Prof. Dionigi al Festival della Filosofia: "Ragazzi senza storia. Un delitto"

Il Prof. Dionigi al Festival della Filosofia: “Ragazzi senza storia. Un delitto”

ROMA – “La maggiore preoccupazione è per il mondo dei giovani e per la scuola. Il destino del nostro Paese si gioca lì. I ragazzi devono avere a disposizione la scuola h24 e gli insegnanti devono essere adeguatamente pagati. Non dovremmo porci più il problema di escludere alcune materie. È arrivato l’inglese e poi l’informatica e abbiamo dovuto togliere il greco, il latino. Poi toglieremo l’italiano e la storia? La scuola è il regno dell”et et’ e non dell’aut aut. Ai giovani abbiamo staccato la spina della storia, abbiamo commesso un delitto: questo è  un gas nervino per i giovani che nascono con latte e web e vedono solo il presente'”.

È un fiume in piena Ivano Dionigi, professore di lingua latina all’Università di Bologna, intervistato dalla Dire a margine della sua anteprima sulla lezione magistrale ‘Amore e verità della parola’, in programma domenica al Festival della filosofia. “La scuola è anche il luogo della giustizia sociale, soprattutto nel centro-sud. È l’unico argine alla malavita. La parola greca da cui viene dice tutto. Schole’- spiega il filologo- vuol dire prepararsi alla vita. Saperi circolari e permanenti. Insegniamo a parlare, insegniamo il diritto. Serve una scuola giusta come l’articolo 34 della nostra Costituzione spiega molto bene”.

Oggi “i ragazzi- sottolinea Dionigi- hanno meno prospettive dei propri padri. Scontano questa contraddizione. Non riusciranno a raggiungere gli stessi traguardi. Un vulnus”. Attraverso la storia bisogna restituire la dimensione del tempo, della memoria e del progetto. “La scuola- conclude il filologo- ti dà una vita più lunga. Perché, come è stato ribadito anche in un’enciclica, il tempo è superiore allo spazio”.