L'uomo che uccise Don Chisciotte, tra sogno e realtà al cinema dopo 30 anni

L’uomo che uccise Don Chisciotte, la visione di Terry Gilliam al cinema dopo 30 anni

ROMA – Surreale e visionario. Dopo quasi 30 anni di lavorazione, arriva al cinema il prossimo 27 settembre L’uomo che uccise Don Chisciotte. Alla regia Terry Gilliam, che – anche questa volta – non tradisce le aspettative e presenta una pellicola divertente e malinconica.

Protagonisti Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skansgård, Olga Kurylenko e Joana Ribeiro. Al centro di un conflitto continuo tra sogno e realtà. Tra cioè che è reale e ciò che è fantasia. Tra follia e “normalità”. 

Un viaggio metaforico insomma, su come, a volte, l’arte possa far uscire fuori dai binari. Troppo concentrata sulle apparenze.

Toby, il regista cobattuto tra sogno e realtà

Adam interpreta Toby, un regista che ha sacrificato il suo talento per inginocchiarsi al potere del successo. Dieci anni dopo il suo primo film che raccontava le gesta di Don Chisciotte si ritrova nei luoghi che gli erano rimasti impressi nella memoria. Il risultato non sarà quello del semplice viaggio sulla via dei ricordi ma una presa di consapevolezza su ciò che ha perso.

Nei 132 minuti si ha così l’impressione di avere un film nel film. Un’idea che il regista di Paura e delirio a Las Vegas non aveva immaginato di poter mettere in atto quando nel 1989 ebbe l’idea di fare un film sul classico di Miguel de Cervantes. Per varie vicissitudini, però, la produzione della pellicola è stata messa in stand by più volte, fino al 2009 quando il regista e lo sceneggiatore Tony Grisoni hanno rivisto tutto. 

È sparita così l’idea di far viaggiare Toby nel tempo dopo una bella botta in testa presa chissà come, di farlo tornare nel XVII secolo per incontrare il vero Don Chisciotte. Il protagonista diventa un ex studente che ha girato il film sul personaggio, facendolo interpretare a un vecchio calzolaio convinto di essere l’antico cavaliere e che oggi è crede che Toby sia Sancho Panza.

“Volevamo capire come la realizzazione di un film può avere un impatto sulle persone – ha spiegato Gilliam in conferenza stampa -. Questo è quello che è successo a Don Chisciotte. Volevamo raccontare questo, non come Toby era 10 anni prima del successo. A quel punto la sceneggiatura è diventata più interessante ed è per questo che ci è voluto tanto per scriverla”.

Alla fine, si può dire, che L’uomo che uccise Don Chisciotte sia “un film sui sogni e sul loro potere di trasformare il mondo”. D’altronde, la forza di sognare ha portato Gilliam a concludere il film: “La ragione per cui ho continuato è perché molte persone ragionevoli dicevano ‘fermati’ e io non credo nelle cose ragionevoli, credo in quelle irragionevoli”. 

“Don Chisciotte è un sognatore, idealista e romantico, che non vuole accettare i limiti della realtà e che continua a camminare nonostante gli ostacoli, proprio come abbiamo fatto noi”, ha detto il regista. 

L’uomo che uccise Don Chisciotte, così, si è trasformato in un racconto più intimo e autobiografico. E finalmente approda al cinema.

Sinossi

Toby, cinico regista pubblicitario, si ritrova intrappolato nelle bizzarre illusioni di un vecchio calzolaio spagnolo che crede di essere Don Chisciotte.

Nel corso delle loro avventure comiche e sempre più surreali, Toby è costretto ad affrontare le tragiche ripercussioni del film realizzato quando era un giovane idealista, che ha inciso in modo indelebile sulle aspettative e sui sogni di un piccolo villaggio spagnolo.

Riuscirà Toby a farsi perdonare e a ritrovare la sua umanità? Riuscirà Don Chisciotte a sopravvivere alla sua follia e a salvarsi dalla morte che incombe? Riuscirà l’amore a trionfare su tutto?                     

 

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