Al via il primo di 6 seminari per rinnovare curricolo liceo classico

Al via il primo di 6 seminari per rinnovare curricolo liceo classico

TORINO – Sei incontri per riflettere sul rinnovamento del liceo classico nell’era della quarta rivoluzione industriale. Inizia oggi il ciclo di seminari della Rete nazionale dei licei classici, che ha visto gli interventi di Fabrizio Manca dell’Usr Piemonte, Maria Assunta Palermo, Flaminia Giorda e Massimo Esposito del Miur, la dirigente scolastica del Liceo M. D’Azeglio, Chiara Alpestre ed Elisa Colella, dirigente scolastica del Liceo M. Cutelli di Catania, capofila della Rete Nazionale dei Licei Classici.

Nel corso della mattinata la riflessione si e’ snodata attorno ai temi dell’interdisciplinarita’ e della sintesi virtuosa tra umanesimo e scienze e tra sapere teorico e pratico. Un punto fondamentale e’ stato piu’ volte ribadito: la riforma del liceo classico dev’essere fondamentalmente metodologica, prima ancora che di contenuti. Quindi metodi e ambienti di apprendimento tecnologico stimolanti, linguaggi diversificati, che facciano ampio uso di immagini.

Immagini e tecnologia sono stati, in questo contesto, i protagonisti del discorso dal momento che si e’ lungamente parlato di beni culturali. Questo perche’ il quadro generale di questo progetto, spiega Flaminia Giorda, parte da alcune novita’ normative che fanno riferimento al Piano delle Arti e al decreto 60 sulla cultura umanistica e il sapere artistico. Una direttiva che intende l’arte non solo dal punto di vista diacronico ma come linguaggio per interrogare e interpretare il presente; che valorizza la capacita’ di interrogare le immagini e fare sintesi tra conoscenze, con sguardo critico.

Quindi sono stati esposti esempi pratici, come quello del liceo D’Azeglio in cui e’ stato realizzato un progetto di robotica capace di sintetizzare esattamente questa pluralita’ di linguaggi e approcci. Gli studenti hanno lavorato alla ricostruzione attraverso software di grafica avanzata e stampanti 3D di tutte le parti che costituivano il tempio di Hera Lacinia a Crotone, previa la raccolta preliminare di tutte le informazioni di natura geografica, fisica, storiografica. Laboratori d’arte basati sulla riproduzione di opere d’arte moderna, per comprendere la differenza tra caso e intenzione nella creazione artistica, tra proprieta’ dei materiali e le loro potenzialita’.

 

Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino ha poi parlato delle immagini come strumento di conoscenza e di comprensione della storia attraverso la visione. In quanto costruiscono una documentazione della storia, un modo di conoscere che anche quando non viene espressamente codificato ha nelle persone un potente impatto emotivo. “I musei sono lunghi di negoziazione e luogo di competenze trasformative”, conclude Pagella. E poi gli esempi di Lucia Toniolo del Politecnico Milano, sul ruolo delle nanotecnologie come tecnologia attuale ma anche millenaria per la produzione di manufatti. Affiancare le scienze, la storia e la letteratura per sviluppare nelle ragazze e nei ragazzi una creativita’ intesa in senso ampio, come attitudine mentale. La’ dove la storia dell’arte e’ stata divisa, anche se era sempre stata un tutt’uno con gli altri campi disciplinari, la riscoperta dei beni culturali per il rinnovamento soprattutto metodologico, insieme alla tecnologia e alle sue potenzialita’, rende la formazione classica ancora moderna e interessante.

Nelle parole della Maria Assunta Palermo, “ogni volta che c’e’ una trasformazione epocale la scuola e’ presa in causa e ha la responsabilita’ di fornire alla societa’ cittadini che abbiano conoscenze, competenze e abilita’ tali che li rendano in grado di stare nel mondo”. Stesso elemento che Fabrizio Manca ha evidenziato riportando le parole di un dirigente di Apple “cerchiamo giovani dotati di spiccata intelligenza emotiva e relazionale”. Non ingegneri, non tecnici specializzati, ma persone capaci di muoversi in una varieta’ di contesti, nel tempo, nello spazio sociale e nello spazio digitale. Giovani capaci di creare nuovo lavoro, diventando pensatori e mediatori di sistemi complessi”. Dal punto di vista operativo e’ stato poi illustrato da Elisa Colella come iscriversi alla Rete nazionale dei licei classici tramite la homepage del sito del liceo Cutelli di Catania, che raccoglie anche le best practice e tutti i lavori della Cabina di Regia e del Comitato Tecnico Organizzativo. Massimo Esposito ha spiegato il portale della Rete nazionale dei licei classici e il suo funzionamento.

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