I mali che non vuoi è il nuovo singolo di Giuliano Crupi

ROMA –  È disponibile da venerdì 5 ottobre il nuovo singolo di Giuliano Crupi. Il 12 ottobre uscirà la versione spagnola della canzone. Nel brano, il cantautore si trova di fronte a un forte dolore e, travolto, del tutto inerme di fronte ad esso, lo fa scorrere, ne fruisce, lo interroga e si interroga, guardandosi intorno e internamente, guardando l’altra persona che si specchia in lui e specchiandosi, a sua volta, in essa.

E così, come nei precedenti singoli del nuovo progetto musicale, partito a marzo 2017 con Impronte e proseguito fino alla pubblicazione a Giugno scorso de La Bellezza, anche in questo nuovo singolo I mali che non vuoi, il cantautore è mosso dall’empatia. Empatia verso il mondo ma, soprattutto, verso le persone. Empatia che lo porta a immedesimarsi, sentire gli altri, osservarli, gioire della loro gioia, soffrire del loro dolore.

I mali che non vuoi si lega stilisticamente agli altri singoli pur affrontando una tematica umana distinta. Qui, l’artista vuole dialogare con un lato imprescindibile dell’essere umano: la sofferenza. La sofferenza di qualsiasi tipo che ci fa prendere e perdere il contatto con la realtà ma che ci fornisce anche elementi utili, positivi per ristabilire le nostre priorità.

“Con gli occhi chiusi alti verso il cielo, non ho paura di tornare indietro” canta l’artista all’inizio della prima strofa del brano. Un’immagine che, nonostante il dolore, ci porta inizialmente in un’atmosfera piena di respiro e di coraggio. I mali che non vuoi, arrangiata e prodotta da e con Stefano Calabrese, è una ballad che si tuffa in un’atmosfera elettropop, portandoci in un ambiente caldo ma anche volutamente molto freddo.

Il video

Il videoclip, firmato anche stavolta dal regista Daniele Barbiero, al quale l’artista affida sempre con estrema fiducia l’arduo compito di rendere giustizia a parole e musica, è particolarissimo. Il cantautore Giuliano Crupi non compare mai, non c’è playback e uno dei due protagonisti della storia è un personaggio molto particolare, la cui espressione monotona, accompagnata da epidermide multi cromatica, sintetizza carnalmente tutto ciò che diventiamo di fronte al dolore: impotenti e scuri ma straordinariamente capaci di trasformare quell’oscurità in colore.

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