Gli studenti scendono in piazza per una nuova idea di scuola

Gli studenti scendono in piazza per una nuova idea di scuola

ROMA – Più di 70mila studenti sono scesi in piazza questa mattina per rivendicare un’altra idea di scuola e università e chiedere risposte immediate ai bisogni dei ragazzi.

Ai cortei, presenti in più di 50 piazze italiane, hanno preso parte anche i rappresentanti delle associazioni studentesche. Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di  Rete della Conoscenza, ha dichiarato: “Oggi siamo in piazza perché subiamo l’ingiustizia quotidiana di costi economici  insostenibili per studiare. La manovra finanziaria annunciata dal Governo non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca. Mancano risorse e provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro. Da Nord a Sud – ha continuato Cossu – saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte concrete dal Governo”.

Giulia Biazzo, Coordinatrice nazionale di Unione degli Studenti, ha affermato: “Negli ultimi vent’anni più di 3 milioni e mezzo di studenti sono stati costretti ad abbandonare gli studi: serve una scossa. Esigiamo reali finanziamenti sull’edilizia scolastica, la garanzia del diritto allo studio con forme di reddito di formazione che abbattano le barriere economiche e le disuguaglianze, l’approvazione del Codice Etico sull’alternanza scuola lavoro per impedire che gli Enti Privati lucrino sulla nostra formazione”.

Accanto a Cossu e Biazzo anche Alessio Bottalico, Coordinatore nazionale di Link Coordinamento universitario per il quale “bisogna intervenire sulle gravi  carenze dei servizi per il diritto allo  studio a livello nazionale, con un forte aumento dei fondi statali per borse di studio e residenze universitarie, arrivando all’eliminazione della figura dell’idoneo non beneficiario e all’accorciamento dei tempi di erogazione delle borse di studio, partendo dall’aumento e dalla tempestiva distribuzione del fondo per le borse tra le Regioni, per rendere realmente l’Università accessibile economicamente a tutte e tutti. Allo stesso tempo è urgente aumentare la no tax area per permettere a quanti più studenti possibile di poter accedere all’Università”.