Liceo Ulivi di Parma: nuovi metodi e strumenti per percorso in 4 anni

Liceo Ulivi di Parma: nuovi metodi e strumenti per percorso in 4 anni

PARMA – “Il progetto che abbiamo scelto di proporre non si limita a comprimere il liceo di cinque anni in quattro, ma prevede un percorso liceale in cui si risparmia tempo perche’ si lavora sulla trasversalita’”. Antonella Paolillo, vice preside del liceo scientifico ‘Ulivi’ di Parma parla della sperimentazione in quattro anni, partita da poco piu’ di un mese insieme ad altre 192 classi in Italia.

Come avete organizzato la proposta didattica?

“Abbiamo riorganizzato il programma in modo che si proceda per argomenti e nuclei forti che vengono affrontati da diversi punti di vista contemporaneamente. Quindi argomenti come l’atomo che normalmente si affrontano in chimica e in fisica, in momenti diversi e in tempi diversi, nel caso di questa sperimentazione si affrontano invece nello stesso tempo da due punti di vista differenti. Stessa cosa per le materie letterarie, la storia dell’arte va a supporto della storia e della letteratura. Per esempio, il primo anno e’ l’anno dell’eta’ antica e si studia quindi il Mediterraneo, le forze in campo nel bacino del Mediterraneo dal punto di vista geologico, le civilta’ che lo popolavano e l’arte relativa a queste culture. Le verifiche sono pluridisciplinari, quindi i compiti in classe vertono sui diversi contenuti dello stesso argomento, visto attraverso le diverse discipline. Possibilmente si fa tutto in un’unica verifica, poi se diventa troppo lunga e troppo onerosa la si divide parti. L’altra cosa significativa e’ che all’interno di questo percorso le ragazze e i ragazzi e possono conseguire delle certificazioni, che non vanno piu’ a finire nel pomeriggio, come attivita’ aggiuntiva e a se’ stante, ma sono parte del curriculo e quindi del percorso. Fanno la certificazione informatica europea EIPASS, la certificazione d’inglese livello FCE (ndr.: First Certificate Exam) e lo stage all’estero. Tutte queste attivita’ valgono come alternanza scuola lavoro ma non comportano un impegno extra per gli studenti. Parte di queste attivita’ sono in piattaforma, quindi non tutto sara’ fatto in presenza, ma rientrano comunque all’interno del tempo-scuola. In pratica, in quattro anni loro possono ottenere gli stessi obiettivi con, in piu’, due certificazioni di validita’ europea”.

Come cambia l’orario della didattica in presenza?

“Hanno trentadue ore nel biennio anziche’ ventisette, cominciano una settimana prima e finiscono una settimana dopo, ma l’ultima settimana e’ in realta’ una specie di campus nella natura, in cui fanno studio e attivita’ sportiva insieme. Andranno una settimana probabilmente in un centro velico dove svolgeranno attivita’ scuolastiche e attivita’ all’aperto soprattutto inerenti a materie scientifiche, quindi andranno a visitare oasi, laboratori, faranno esperimenti e cosi’ via. Nel biennio ci sono altre due ore in piu’ quindi ne fanno trentaquattro invece delle trenta del liceo ordinario. La classe tra l’altro, ha un’aula attrezzata in modo che i ragazzi possano lavorare con i loro computer; ci sono tutte le prese di corrente, il collegamento con il wifi. Invece di andare in laboratorio la classe diventa un laboratorio. Questa e’ una modalita’, che si chiama BYOD (Bring Your Own Device) che estenderemo poi a tutte le classi. Diventera’ la normalita’, lo stiamo gia’ facendo, non e’ ancora la totalita’ delle classi pero’ pian piano. Gli studenti si loggano nel sistema della scuola e accedono con le loro credenziali, dunque loro sono identificati con le loro credenziali e da remoto riusciamo a vedere chi e’ connesso e che cosa fa, c’e’ un sistema di controllo e il collegamento lo da’ l’insegnante all’inizio della lezione dopodiche’ lo disattiva quando si finisce di lavorare”.

Quando il MIUR ha lanciato la proposta eravate gia’ preparati? Come mai avete raccolto la sfida?

“Noi stavamo gia’ ragionando su come rinnovare la didattica, e questa proposta ci ha dato la possibilita’ di strutturare un progetto compatto dalla prima alla quarta. È riuscito bene e l’idea e’ quella di esportare poi questo modello anche alle altre classi, perche’ non e’ esclusivo per il quadriennale”.

Come si e’ svolta la selezione degli studenti ammessi al percorso?

“Una restrizione riguarda l’esclusione da questa sperimentazione degli anticipatari e questo ci ha costretto a rifiutare qualche richiesta di iscrizione di studenti, che nel nostro caso erano almeno tre o quattro. Per il resto la risposta dei genitori e’ stata prudente, quindi per fortuna non abbiamo dovuto escludere nessuno, la classe e’ al completo”.

Sono previsti momenti particolari di verifica e monitoraggio?

“Ci sono i consigli di classe normali e poi ci sono i consigli di classe straordinari, ogni due mesi, per verificare l’andamento della classe e la programmazione”.

 

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