4 novembre. 500 studenti a scuola di Unità a Ostia

4 novembre. 500 studenti a scuola di Unità a Ostia

ROMA – Cinquecento studenti di Roma a scuola di Unita’ nazionale. Si e’ tenuto oggi nella Scuola di polizia economico finanziaria, a Ostia, l’evento organizzato in vista del 4 novembre, Giornata dell’Unita’ nazionale e delle Forze armate, che quest’anno cade a cento anni dalla fine della Grande Guerra.

Da domani nelle scuole di 28 citta’ iniziera’ un ciclo di conferenze nelle quali il mondo militare si apre ai piu’ giovani. Ad accogliere i ragazzi il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: “L’unita’ nazionale va al di la’ dei confini nazionali. Spesso si dividono le cose in bianco o nero, ci si divide come in una partita di calcio, ma unita’ non e’ chiusura nei confronti degli altri, e’ saper affrontare tutti insieme le difficolta’ di tutti i giorni”.

All’evento hanno preso parte, tra gli altri, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il Generale Claudio Graziano, i capi di stato maggiore di Esercito, Marina e aeronautica militare, il generale Salvatore Farina, l’ammiraglio Valter Girardelli e il generale Enzo Vecciarelli, il Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri, il comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi.

“Tutti noi che abbiamo una responsabilita’ pubblica- ha aggiunto Trenta- agiamo per l’oggi ma soprattutto per il futuro. E iniziative di questo tipo sono importanti perche’ il futuro si costruisce conoscendo la storia. Le nostre forze armate sono una colonna portante anche quando tutto e’ tranquillo. I Carabinieri che ogni giorno rischiano la vita e sono la Guardia di Finanza. Un mondo che rappresenta l’unita’ d’Italia, da Nord a Sud”.

Durante l’evento e’ stata anche ascoltata la testimonianza del militare medaglia d’oro al valore militare Gianfranco Paglia che nel luglio del ’93 fu ferito dai miliziani somali a Mogadiscio perdendo l’uso delle gambe durante una delle battaglie legate alla missione Ibis Unosom II. “Io- ha ricordato Paglia- sono tra i piu’ fortunati, alcuni dei miei colleghi sono tornati in una bara. I miliziani somali si barricarono dietro donne e bambini, avremmo potuto fare una strage: io avrei le gambe e i mie compagni non sarebbero morti, pero’ avrei perso la mia dignita’ di uomo e di soldato”.