Al via Didacta Italia, a Firenze tre giorni per l'innovazione

Al via Didacta Italia, a Firenze tre giorni per l’innovazione

FIRENZE – “Oggi piu’ che mai dobbiamo affermare il valore dell’educazione e il ruolo della scuola nelle istituzioni dei Paesi della nostra Europa”. Con queste parole il sindaco di Firenze Dario Nardella ha aperto la cerimonia d’inaugurazione di Didacta Italia, in programma da oggi fino a sabato 20 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Giunta alla sua seconda edizione, Didacta Italia e’ la versione nostrana di Didacta International, il piu’ importante appuntamento fieristico dedicato alla scuola da oltre 50 anni ha luogo in Germania. L’evento e’ rivolto a docenti, dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, ma anche educatori, formatori, professionisti e imprenditori del settore.

“Didacta e’ il risultato di un esemplare gioco di squadra fra diversi soggetti: Didacta Germania, l’Indire, il Ministero dell’istruzione e il comune di Firenze, che hanno collaborato per portare alla luce questo grande evento della scuola – continua il sindaco – Didacta accende i riflettori su tutti i protagonisti del mondo della scuola, che rappresenta la vera spina dorsale del nostro Paese, perche’ e’ sui banchi delle nostre scuole che si formano i cittadini. Percio’ come sindaci – prosegue Nardella – abbiamo portato avanti la proposta di legge di iniziativa popolare per reintrodurre in tutte le scuole di ogni ordine e grado la materia dell’educazione alla cittadinanza”. Nardella ha poi concluso il suo intervento con un riferimento alla vicenda di Lodi: “In questo senso mi piace ricordare che la nostra costituzione all’articolo 34 apre con una frase straordinaria, di una potenza ineguagliabile: la scuola e’ aperta a tutti, non puo’ essere luogo di divisione, discriminazione o disgregazione; la scuola e’ aperta a tutti e penso che i buoni sindaci debbano lavorare in questo senso”.

 

Giovanni Biondi, presidente dell’Indire ha poi sottolineato che “anche se si parlera’ molto d’innovazione tecnologica, Didacta non e’ una fiera tecnologica, ma e’ un evento volto ad innovare la scuola a partire dalle metodologie, perche’ prima di tutto sono gli insegnanti che cambiano la scuola”. Per farlo, secondo Biondi, occorre passare da un sistema basato sull’insegnamento a quello fondato sull’apprendimento. “Gia’ nel 1925, ai tempi di Gentile, si tenne qui a Firenze la ‘Mostra Didattica Nazionale’, con i docenti che da tutta Italia furono accolti in uno spazio espositivo dove si sperimentavano nuove metodologie didattiche per coinvolgere gli studenti. Oggi con questo evento stiamo continuando la grande tradizione pedagogica italiana”.

Puntare sulle modalita’ didattiche piu’ che sulla semplice innovazione tecnologica e’ la posizione condivisa anche dal sottosegretario del MIUR Salvatore Giuliano, che chiude cosi’ la cerimonia: “Io ritengo che occorre fare un grosso investimento nel modo di fare scuola, non tanto sul cosa si fa. Questo perche’ i nostri alunni cambiano continuamente le proprie modalita’ di apprendere, di relazionarsi e di socializzare, e spesso non riusciamo a prenderne atto. Percio’ proprio in questi giorni stiamo lavorando alla programmazione dei prossimi anni per investire il piu’ possibile nella formazione del personale.” In chiusura, il sottosegretario ha invitato la platea a visitare lo stand del Ministero a Didacta, un “luogo dove incontrarsi, interrogarsi e mettere a disposizione di tutti le tante buone pratiche del nostro sistema educativo”.

Bussetti: “Occasione fondamentale per puntare sull’innovazione”

Il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, dopo aver visitato i numerosi stand presenti ed incontrato gli studenti giunti da tutta Italia, spiega a diregiovani.it l’importanza di un evento come questo, capace di connettere le esperienze migliori nel campo della pedagogia e delle nuove modalità didattiche. Secondo il ministro si tratta di un’occasione fondamentale per puntare sull’innovazione tecnologica della didattica, indispensabile in un’era in continua trasformazione come quella in cui stanno crescendo gli studenti d’oggi.