Fake news, ragazzi all’unanimità: “Bisogna cercare le fonti”

Fake news, ragazzi all’unanimità: “Bisogna cercare le fonti”

NAPOLI – La generazione “Z” con il web ci è nata ed ha sicuramente grande dimestichezza con i social. Le loro indicazioni ai microfoni di Diregiovani sono precise e semplici. Una mano però la chiedono ai giornalisti e al mondo dell’informazione.

Alessia frequenta l’ultimo anno al liceo delle scienze umane e il problema per lei è di facile individuazione: “girando molto sui social network, tra i nostri contatti più stretti, le fake news sembrano veritiere, questo soprattutto tra le persone più grandi che sono meno abituate di noi all’uso di questi strumenti. Secondo me qui i giornalisti possono dare una mano, spiegando le cose e mettendo quante più fonti possibili.”

Per Miriam invece, anche lei di scienze umane, il modo migliore per combattere le fake news è l’informazione personale: “prima di convincermi di quella notizia, per capire se è vera magari vado prima a informarmi o a controllare di cosa si sta parlando. Ci sono argomenti che non sono per tutti.” La fonte migliore? I libri: “Credo che se si va a controllare su qualcosa di cartaceo, sia la cosa migliore, poi magari passare al web”.

Conclude Marco, studente del liceo linguistico. Per lui le fake news non sono un vero problema: “ In realtà non è molto difficile capire se quello che stiamo leggendo è una notizia falsa. Secondo me ci sono degli elementi come il livello del linguaggio e la fonte, ci sono fonti utili attendibili, utili e altri come Lercio che invece non gli si può credere. Quelli a cui credere sono ovviamente quelli dei giornali. Uno che mi viene in mente è il Guardian”.