I PRIMI CINQUANT'ANNI DI WOODSTOCK

I PRIMI CINQUANT'ANNI DI WOODSTOCK

Aspettando la nuova Woodstock, esce un volume illustrato con la prefazione di Michael Lang che racconta il leggendario festival della storia del rock.

Roma – C’è un evento su tutti che ha cambiato la storia della musica, un festival indimenticabile che, nel 1969, ha rappresentato un’epoca, una cultura, un pensiero: “Woodstock”.
A cinquant’anni da quei fatidici giorni, Mondadori pubblica un volume illustrato dedicato al leggendario festival della storia del rock.
 
“Woodstock Live. 50 anni” è la cronaca minuto dopo minuto, ora dopo ora, di tre giorni e tre notti di pace, amore e soprattutto musica dal vivo. Ancora oggi ci sono video leggendari che fanno il giro del web: immagini e canzoni che hanno accompagnato più di una generazione e rappresentano, per molti, il punto di partenza per la scoperta di un genere. Janis Joplin, Joan Baez, The Who, Santana e Joe Cocker sono solo alcuni degli artisti saliti sul palco. Menzione speciale per Jimi Hendrix che, con la performance della versione incendiaria dell’inno americano passata alla storia (The Star-Spangled Banner), chiuse con svariate ore di ritardo il mega festival.
La prefazione di “Woodstock Live. 50 anni” merita di essere letta tutta d’un fiato, a scrivere è infatti Michael Lang, non un testimone del Festival ma molto di più: fu infatti uno dei promotori.
 
Le “celebrazioni” vere e proprie a quanto pare devono ancora iniziare. Si vocifera infatti, con una certa insistenza, che dal 16 al 18 agosto del 2019 Woodstock potrebbe tornare. Stessi giorni, stessa ora, stesso villaggio nella piccola città di Bethel nello stato di New York. Non sono ancora arrivate le conferme ufficiali, ma Live Nation e Invnt si starebbero occupando dell’organizzazione.
Se così fosse: vietato mancare.