Scuola, quella outodoor a Bologna diventa una mostra

Scuola, quella outodoor a Bologna diventa una mostra

BOLOGNA – L’outodoor education, ovvero la scuola all’aperto, nata per far incontrare i bambini con la natura, a Bologna diventa anche una mostra. Con video e fotografie sia d’epoca sia attuali, quadri, citazioni, oggetti e documenti, per raccontare fin dal principio la nascita e lo sviluppo di queste strutture innovative per l’infanzia, create in antitesi evidente al modello di scuola piu’ tradizionale. Dalle nuove stagioni del dopoguerra fino ai nostri giorni, un viaggio in un modello pedagogico pensato per uscire dalle aule scolastiche in maniera non episodica, ma sistematica. E’ quanto viene proposto, tra le altre iniziative nell’ambito di “Bologna citta’ educativa delle bambine e dei bambini”, settima edizione del progetto voluto dal Comune di Bologna in corso fino al 28 novembre, che conta incontri, spettacoli e mostre. E alcuni degli appuntamenti sono stati dedicati proprio all’educazione all’aperto.

La mostra sara’ visitabile al Mambo fino al 9 dicembre dal titolo “Ritorno al futuro? Dalle scuole all’aperto alle nuove esperienze educative nella natura”, e’ curata da Mirella D’Ascenzo, docente di storia dell’educazione all’Universita’ di Bologna e Mino Pettazzini, direttore della Fondazione Villa Ghigi. Ma c’e’ anche un libro, a opera sempre di D’Ascenzo, dal titolo “Per una storia delle scuole all’aperto in Italia” (Pisa, Edizioni Ets, 2018). Un viaggio attraverso il tempo per ripercorrere la nascita e lo sviluppo delle idee pedagogiche che portarono alla creazione in tutta Europa di scuole all’aperto, nei primi decenni del Novecento.

E poi le esperienze successive, ricostruite a livello sia internazionale sia locale. Un rilievo particolare e’ riservato alle esperienze bolognesi come le elementare Fortuzzi, ai Giardini Margherita, inaugurate sotto la giunta guidata da Francesco Zanardi e grazie all’impegno dell’allora assessore all’Istruzione Mario Longhena. Oggi l’educazione outdoor e’ peraltro materia di specializzazione al Dipartimento di Scienze per la qualita’ della vita dell’Universita’ di Bologna.

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