“Abissi Tascabili”. Il nuovo disco a fumetti di Daniele Celona

Una raccolta di "storie" che il cantautore torinese suonerà sul palco del Lanificio 159, a Roma, il prossimo 6 dicembre.

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Roma – “Abissi Tascabili” raccoglie storie concentriche ai confini della realtà che intrecciano fantascienza, mitologia e favola. Il nuovo lavoro di Daniele Celona è un ambizioso progetto editoriale di racconti brevi, dieci per l’esattezza, tra musica e fumetti. Un “graphic album” “Colore su disegno” che ricalca la struttura di una collana letteraria. Una co-produzione creativa tra Comicon, The Goodness Factory e gli stessi fan di Daniele Celona  (“I Celofan”) tra cui spiccano i featuring con Pierpaolo Capovilla leader de Il Teatro degli Orrori, Paolo Benvegnù e gli oltre ottanta elementi del Sunshine Gospel Choir di Torino guidati da Alex Negro, ognuno liberamente illustrato dagli artisti del collettivo Progetto Stigma.
Un lavoro, da ascoltare e da guardare, in cui perdersi tra disegni e parole. Un disco complesso e completo che lascia leggere tra le righe un’attenta analisi dell’uomo moderno e dei suoi mali, degli abissi che si nascondo appena sotto la superficie di una quotidianità scandita da routine e smartphone.
 
Dopo la presentazione lo scorso ottobre all’Off Topic di Torino e diverse date nel mese di novembre che lo hanno visto al Lucca Comics&Games e al Serraglio di Milano, Daniele Celona ha già portato Abissi Tascabili a Trento, Palermo, Lecce e Sulmona.
Giovedì 6 dicembre è atteso a Roma per una grande serata che vede insieme due importanti realtà capitoline, il Lanificio 159 e il club ‘na cosetta che per l’occasione organizza un live in trasferta.
Prossime tappe del tour: Prati e Asti, ma il calendario è in continuo aggiornamento. Un concerto quello di Celona che regala un vero e proprio spettacolo: un viaggio inteso nelle dieci rappresentazioni dell’artista a cui lasciarsi andare. 
 
Parlando del suo album Daniele Celona spiega che gli Abissi Tascabili
«sono storie di esseri umani sul punto di perdersi, perché questo tempo rema contro il loro (e il nostro) vero superpotere: l’immaginazione, o meglio lo blocca a un passo dagli occhi. Albert Einstein riuscì a capire parte del funzionamento dell’universo con delle semplici proiezioni mentali di esperimenti altrimenti impossibili. Tale è il potere dell’uomo. E noi? Sono le foto sui nostri smartphone, i riflessi ritoccati dei nostri specchi, le nostre esistenze virtuali a vivere mirabolanti avventure, a stupire in nostra vece. Noi rimaniamo bloccati. Noi siamo il vero ritratto di Dorian Gray. Soffriamo, sudiamo, sbagliamo mentre il nostro avatar racconta tutt’altra storia, una vita diversa. Eppure l’orizzonte è ancora là. Basta tenere lo sguardo appena più alto, oltre il bordo smussato del bicchier d’acqua in cui ci piace affogare»

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