Nina è brava, La Zero a Sanremo Giovani con una canzone teatrale

Nina è brava, La Zero a Sanremo Giovani con una canzone teatrale

Il brano sulla condizione dei minori nei penitenziari
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ROMA – È tra i 24 finalisti di Sanremo Giovani La Zero, nome d’arte di Manuela Zero.

La cantante si esibirà con il brano Nina è brava (Etichetta Clodio Music) in prima serata su Rai1, in occasione delle due serate dedicate alle nuove proposte della canzone d’autore italiana, condotte da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi e in onda il 20 e il 21 dicembre.

Nina è brava – prodotto dall’Etichetta Clodio Music, scritto da La Zero con il Maestro Francesco Morettini, Emiliano Palmieri, Luca Angelosanti e Giorgia Facchini, arrangiato da F. Morettini – racchiude in sé il delicato e poco conosciuto tema della condizione minorile in carcere, di quei bambini che, per una malasorte, sono costretti a vivere nei penitenziari con le loro madri, donne spesso in preda a situazioni familiari critiche e di povertà. “Nel momento in cui ho scoperto le storie di tutte le Nina che esistono in Italia, non sono più riuscita a smettere di pensarci e ho sentito il bisogno di raccontare questa storia”: è con queste parole che La Zero racconta la genesi del brano.

La Zero - Nina è brava - Sanremo Giovani

Manuela presenta una canzone “teatrale” con incursioni nel dialetto napoletano, progetto in cui ha voluto unire le sue due grandi passioni: la musica e la recitazione, necessarie per evocare l’immagine di una bambina dolce, anima piccola ma forte; crede che la normalità sia quella conosciuta in carcere, non sapendo cosa c’è al di là delle sbarre. Così la spensieratezza e la leggerezza dei suoi anni entrano in conflitto con la dura realtà dei fatti. Nina è brava non tratta solo il delicato tema delle condizioni femminili e minorili in carcere ma anche quello, troppo spesso strumentalizzato, dell’immigrazione. Molte sono le donne che giungono nel nostro paese, in preda alla miseria e in fuga dalle guerre civili; tra queste si potrebbe riconoscere la madre di una e di tante Nina, in preda alla sofferenza per la reclusione e per la lontananza da casa, nonché alla difficoltà dell’integrazione sociale ed economica.

Biografia

Classe ’84, Manuela Zero, in arte La Zero, nasce il 12 febbraio a Piano di Sorrento, in Campania. È un’artista poliedrica che con professionalità e dedizione è riuscita, negli anni, a coniugare tante passioni: cantautrice e musicista, sin da piccola si avvicina anche al mondo della danza e della recitazione. Dopo aver frequentato per sette anni il Conservatorio di San Pietro a Majella, a 16 anni consegue il diploma di danza classica e contemporanea a pieni voti, al Teatro lirico San Carlo di Napoli. A 18 anni si trasferisce a Roma. Viene scelta da Abel Ferrara nel suo film “Go go tales” al fianco di Willem Defoe e successivamente per il ruolo di Mia, amica di Laura Chiatti, in “Il Professor Cenerentolo” (2015) di Leonardo Pieraccioni, film grazie al quale l’attrice inizia a far parlare di sì dai media e tra il pubblico. Torna sul grande schermo in “Le grida del silenzio” di Alessandra Carlesi e nei film “Loro 1” e “Loro 2” del premio Oscar Paolo Sorrentino. Una vita, dunque, tra il palco e dietro l’obiettivo della macchina da presa: infatti, seppur giovane, La Zero ha lavorato in televisione nel programma “Domenica In” e interpretato vari ruoli in spettacoli teatrali e cinematografici; era nel cast della commedia musicale “Rinaldo in campo” per la regia di M. Romeo Piparo e in “A chorus line”, con Massimo Ranieri e Gigi Proietti. Ha ha rivestito piccole parti nelle serie tv “Romanzo Criminale” di S. Sollima, nelle fiction Rai “Un posto al sole” e “Don Matteo” e nei film “Olè” di Carlo Vanzina e “Non smettere di sognare” di Roberto Burchielli. Attualmente, oltre ad essere tra i finalisti di Sanremo Giovani 2018, sta lavorando in studio ai brani del suo primo progetto discografico, di cui ne è autrice e interprete.

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