Musica in metro: le 'Notti scomode' animano i treni romani

Musica in metro: le ‘Notti scomode’ animano i treni romani

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ROMA – Le ‘Notti Scomode’ ritornano per mettere al centro dell’attenzione l’inefficienza del trasporto pubblico romano. Per la settima edizione, la mobilitazione promossa dalla rivista studentesca ‘Scomodo’ si è riversata sui vagoni della ‘metro A’ di Roma, rispondendo con la musica ai disagi quotidiani dei cittadini.

Venerdì 7 dicembre, infatti, circa settecento ragazzi hanno occupato simbolicamente un treno della linea metropolitana di Roma, facendo sentire il messaggio artistico e culturale delle ‘Notti Scomode’.

I vagoni della metro si sono trasformati in spazi di allestimento per mostre fotografiche e artistiche, ma anche sale concerto per un gruppo funk, una band jazz e una squadra di breakdancers. Poi la mobilitazione si è spostata in uno stabile sotterraneo vicino viale Manzoni, da anni in disuso e aperto per la prima volta dai ragazzi di Scomodo.

“Un messaggio trasversale che possa utilmente contribuire a porre degli interrogativi sulle diseguaglianze che caratterizzano la nostra contemporaneità”, lo definiscono i giovani responsabili della protesta, per i quali il trasporto urbano è “il lato più evidente di una città composta da frammentazioni strutturali nei più diversi ambiti”.

Ma i mezzi pubblici non sono solo sinonimo di ritardi e cattiva gestione, ma anche “uno dei più grandi strumenti di coesione per i cittadini di una metropoli in costante espansione come Roma”, dicono i ragazzi. Una mobilitazione che ha coinvolto infatti decine di artisti, realtà e associazioni territoriali, in un momento di aggregazione nuovo.

“La scelta di occupare un treno della linea A nasce dalla volontà di dimostrare quanto le speculazioni private e una concezione erronea del modello urbano siano presenti anche in uno degli esempi di trasporto pubblico considerato tra i più efficienti a Roma”, sostengono i ragazzi, che protestano contro i tempi dei realizzazione del tratto metropolitano e il vuoto della politica. Un disagio che, da un problema concreto, diventa anche un problema sociale, rendendo difficile lo sviluppo di una rete che unisce persone e realtà.

“Questa rete di rapporti costituisce le basi della convivenza civile, e rappresenta l’unico modo di concretizzare una risposta politica capace di comprendere le diversità e ridurre le diseguaglianze. In un momento storico in cui il dibattito politico cavalca le divisioni e le disuguaglianze, diventa fondamentale un confronto con tutti gli elementi della società.”

Le ‘Notti Scomode’, che negli anni hanno coinvolto oltre 40000 persone, sono un progetto nato per immaginare un altro modello di città: “notti bianche della cultura allestite nei luoghi più rappresentativi dell’abbandono politico, sociale e culturale di Roma che per una notte tornano ad avere una funzione sociale e culturale”.

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