Il 2019 di Achille Lauro: nuovo album, Sanremo, tour e documentario

Il 2019 di Achille Lauro: nuovo album, Sanremo, tour e documentario

L'artista ha ribadito la sua posizione sulla tragedia di Corinaldo
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Abiti firmati, tatuaggi in faccia, parlantina e pensiero fluido, proprio di chi è ben conscio da dove viene e ha le idee abbastanza chiare su dove arrivare . “Avere ribalta internazionale sarebbe un gol ma è dura, soprattutto per un artista italiano: vogliamo prima imporci in Italia in maniera assoluta“. Lauro De Marinis, al secolo Achille Lauro, è un rapper. Forse. Forse è un trapper, anche se lui non conferma a pieno: “Il nuovo disco (in uscita in primavera e prodotto da Sony Music Italy, ndr) è sperimentale ed eterogeneo, con più sfaccettature“, assicura.

Il giovane artista però è anche uno scrittore. Oggi infatti esce in tutte le librerie Io sono Amleto, edito da Rizzoli: biografia anomala che per stessa ammissione dell’autore “non vuole ricalcare il solito ritratto rap“, anche perché “io sono sempre stato fuori da quel circuito in cui si faceva i gangster o si indossavano pantaloni larghi“. La nuova scena, quella in cui maramaldeggia Lauro assieme al fidato Boss Doms, all’anagrafe Edoardo Manozzi, non ha pantaloni larghi ma attillati, occhiali da donna, e giacche ‘griffate’ per ostentare: “sono appassionato di moda– ammette- ma sono convinto che si possa essere fashion anche con degli stracci, perché la cosa importante è l’attitudine“. Una tendenza che premia, a giudicare dal 2019 che il giovane rapper romano ha illustrato questa mattina nella sala 9 del centralissimo cinema Odeon di Milano: nuovo disco, libro e primo documentario dal titolo Achille Lauro No Face 1, che andrà a comporre una trilogia costruita a mo’ di videodiario su tutto il suo mondo, dalle origini agli ultimi inediti. Ma soprattutto, la partecipazione, con il brano Rolls Royce sotto la direzione del maestro Enrico Melozzi, alla 69esima edizione del Festival di Sanremo – che si terrà dal 5 al 9 febbraio – una rassegna verso cui Lauro dice di “nutrire grande rispetto” perché “è un patrimonio culturale ed è come il Natale” e in cui parteciperà con un pezzo “che sorprenderà – dice- visto che non sarà brano trap e non sarà neanche storia d’amore, ma “una sperimentazione frizzante” che si avvarrà della “magia dell’orchestra“. All’uscita del brano sanremese, in primavera, il 10 maggio 2019 si aprirà poi un tour lungo più di un anno che porterà l’artista romano a calcare i palchi di tutta Italia, da Napoli a Venaria, da Milano a Roma passando per Bologna, Firenze e Treviso. Insomma, la trap può essere per Lauro “un buon esempio” e riscattarsi da quella nomea tossica che i recenti fatti di cronaca gli hanno affibbiato. “Oltretutto– dice- abbiamo riscontrato che la nostra musica ha due fasce di ascolto, una dai 16 ai 25 anni e l’altra dai 25 ai 35, dunque non proprio bimbi“.

Achille Lauro si scusa per le frasi post Corinaldo: “Mi vergogno”

Quella intervista estrapolata fuori contesto dopo la tragedia di Corinaldo ha dato fastidio anche a me“. Lo ribadisce il cantante Achille Lauro in occasione della presentazione di alcune sue iniziative discografiche ed editoriali in vista della partecipazione alla 69esima edizione del Festival di Sanremo. Le polemiche sono scaturite a seguito di un’esternazione pronunciata dal trapper sullo spray al peperoncino, motivo scatenante della tragica serata al concerto di Sfera Ebbasta.

In fondo è solo una moda– dice- forse è proprio così, ma è una moda (quella dello spray) che va avanti da anni, contro cui noi combattiamo. Non è bello vederlo accadere a un tuo show, anche perché riempire i locali costa impegno e fatica, e non è facile“.

Quanto all’intervista, Lauro spiega di aver tentato persino di farla rimuovere: “Sono fuori contesto e strumentalizzate, vero, ma mi vergogno di aver visto la mia faccia su quelle parole lì“, conclude il giovane artista.

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