Calamita. Fuori il terzo singolo dei Tre allegri ragazzi morti

Calamita. Fuori il terzo singolo dei Tre allegri ragazzi morti

Il videoclip del nuovo brano realizzato da Paulonia Zumo vede la partecipazione della ballerina, star di Instagram, Harleen Hiromy Araniva
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Roma – Manca pochissimo all’uscita del nuovo album dei Tre allegri ragazzi morti. Aspettando il 25 gennaio, il gruppo mascherato fa uscire oggi CALAMITA, il terzo video e singolo estratto da “Sindacato dei sogni”.
Il nuovo brano è  dedicato ancora una volta a Pordenone, città di origine della band. In parte autobiografia del cantante Davide Toffolo, “Calamita”, sostenuta da un beat sixties e da un gioco di chitarre che ricorda i Tre allegri delle origini, è stato il primo brano registrato per “Sindacato dei sogni”.

I TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI PARLANO DEL BRANO “CALAMITA”:

Ironico e realistico allo stesso tempo, il testo del brano si presta ad una parafrasi che qui offriamo solo nella parte finale del testo:

“Nella città di carta più piccola del mondo” / Pordenone, dove ci sono molti disegnatori di fumetti, Davide compreso, ha dimensioni pari ad un quartiere di un’altra città. Pordenone ha cinquantamila abitanti, come ad Atene quando nacque la democrazia.

“Dove la notte è fredda e siamo in giro in tre” / Dove la temperatura in inverno si abbassa molto, e dove sono anche difficili le relazioni. È anche la città dei Tre allegri.

“Dove c’erano i punk meglio vestiti al mondo” / Il primo disco punk auto-prodotto è stato realizzato a Pordenone da punk notoriamente stilosissimi (Tampax, Hitler SS).

“E dove c’è di sfondo il Fujiyama” / Come diceva Pier Paolo Pasolini, lo skyline della città di Pordenone, con il Monte Cavallo alle spalle, ricorda proprio quello giapponese.

Il video del singolo, realizzato da Paulonia Zumo, è dedicato principalmente alla divulgazione sui social, luogo in cui ormai tutti possono guardare tutorial su come fare qualunque cosa. Per questo motivo vede la partecipazione della ballerina Harleen Hiromy Araniva, star di Instagram residente a Brooklyn che fa della divulgazione delle tecniche di danza la sua passione e professione. Quasi un tutorial, quindi, su come affrontare il ballo di “Calamita”.

Ricordando balletti psichedelici di sapore tarantiniano.

Sullo sfondo compare un disegno dedicato al disco “Sindacato dei sogni” realizzato da Alessandro Baronciani.

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