Al via il 20° Festival della scienza a Vasto: settimana dei ‘paradossi’

Ricchissimo il programma che si snoderà in un lungo elenco di appuntamenti dal 19 al 27 gennaio
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ROMA – “Questo è un festival di valorizzazione che si basa sulla condivisione e che coinvolge il territorio, non solo quello vastese, ma anche quello molisano e per i nostri ragazzi è l’occasione per scoprire come conoscenza e contenuti si sposano ad un saper essere un divenire”. Si è aperto con una giornata fatta di leggerezza e approfondimento il Festival della Scienza Ad/Ventura organizzato dal Polo Liceale E. Mattioli di Vasto giunto alla sua ventesima edizione e che quest’anno, con un ricchissimo programma che si snoderà in un lungo elenco di appuntamenti dal 19 al 27 gennaio, ha scelto come tema quello dei ‘Paradossi’, come ha spiegato la dirigente scolastica Maria Grazia Angelini: “Paradossi a 360 gradi dove la scienza è sì protagonista, ma in un’ottica di interdisciplinarità che, ha ben sottolineato nel suo intervento introduttivo la direttrice scientifica Rosa Lo Sasso, spazia dalle riflessioni sui paradossi matematici, a quelli della fisica, passando per quelli filosofici di Zenone e le antinomie di Kant”. Ad aprire la giornata sono stati gli studenti della scuola che hanno regalato momenti musicali ad un simposio che omaggia un festival che spegne le sue prime candeline e farlo, ha sottolineato Lo Sasso “vuol dire tanto: vuol dire impegno, gioia ed entusiasmo” e l’entusiasmo nell’auditorium dell’Istituto non è mancato. 

Liceo scientifico di scienze applicate il Mattioli con questi sette giorni di parole, esperienze e praticità riporterà nelle aule anche alcuni ex alunni, oggi scienziati, che si confronteranno con gli studenti insieme a ricercatori, docenti universitari e critici letterari solo per citare alcune figure che si alterneranno nei tanti incontri previsti. Alla presentazione, moderata dal docente di storia e filosofia Matteo Giangrande, ha partecipato anche la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Anna Paola Sabatini che ha parlato di uno dei più grandi paradossi del mondo scientifico: il ruolo delle donne al suo interno. Un incoraggiamento alle ragazze che frequentano l’istituto, ma anche a tutte le studentesse che, nel percorso secondario, scelgono le materie scientifiche ma che si trovano a far fronte “ad un pregiudizio che ancora aleggia nella nostra società: che le donne siano meno portate. Non fatevi fuorviare- ha detto- Questo settore ha un tasso di occupazione elevatissimo. Il 95% degli studenti che escono da istituti come questo, stando alle statistiche, trovano occupazione entro 5 anni. Eppure le statistiche ci dicono anche che, in Europa, solo il 12,6% delle ragazze intraprende un percorso lavorativo negli ambiti scientifici e tecnologici proprio perché esiste ancora un paradosso che però ci racconta di aziende di settore dove al vertice ci sono proprio le donne che, sempre secondo i numeri rilevati, garantiscono performance elevatissime. E poi- ha concluso- abbiamo esempi come Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Eventi come questo sono un contribuito importante per spazzare via questo incomprensibile paradosso”.  Dal docente di chimica analitica a capo anche di un dottorato di Scienza degli Alimenti all’università di Teramo, Dario Campagnone, è arrivato invece agli studenti l’invito a sciogliere due paradossi importanti. Il primo quello di uscire dall’ambiguità di essere studenti universitari pronti ad ascoltare solo in cambio di qualcosa “i crediti- ha spiegato- L’altro quello legato all’informazione. Come nessuno voi oggi avete la possibilità di approfondire proprio grazie alla tecnologia, eppure vi limitate a leggere Tweet e storie su Instagram”.

Un paradosso che i ragazzi, ha affermato, “devono cancellare dando ad ascolto alla loro curiosità. Questo festival- ha aggiunto- non è un momento di alternanza-lavoro, ma l’occasione per ascoltare la vostra curiosità. Trovatela e tartassate gli esperti di domande ed evitate il pregiudizio. Sappiate ascoltare anche ciò che non condividete”. Una “fortuna” tecnologica che va sfruttata anche secondo Giammaria De Paulis, docente dell’università di Teramo e presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria che ha ricordato come la formazione liceale sia quella che più di ogni altra “plasmano ciò che diventerai” raccontando di come il suo destino fosse quello di diventare medico, ma che ha scoperto invece che l’informatica era la sua vocazione. Una vocazione compresa nei cinque anni di studio destinati ad un altro tipo di formazione: “se avessi avuto le vostre opportunità – ha spiegato – forse avrei invitato i miei amici ad inventare videogiochi”. La formazione, dunque, al centro di un evento, quello del Festival della Scienza, che deve essere occasione per scoprire e scoprirsi approfittando delle possibilità di conoscenza oggi a disposizione dei giovani che, purtroppo, spesso non comprendono quanto ampio sia lo spettro delle loro possibilità: il vero grande paradosso che stimolando la curiosità, in questi sette giorni, si cercherà di spazzare via. D’altra parte, lo ha ben spiegato la docente Clara Evangelista, “il ruolo della scuola è dare quel valore aggiunto che si trova in quegli istituti dove c’è cultura, rispetto della persona e dove si lavora per l’inclusione dell’altro. Dove l’altro lo si vede come parte di noi stessi”. Ed è questo l’obiettivo della sette giorni dell’istituto Mattioli di Vasto: stimolare la curiosità, aprirsi a domande cercando di dare risposte utili non solo alla conoscenza scientifica, ma anche a quella di sé stessi in relazione con gli altri in un ambito dove non può esserci spazio per il pregiudizio, ma solo capacità di ascolto, di voglia di interrogarsi e di formarsi con l’obiettivo di comprendere cosa si vorrà essere domani.

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