Randevu. È fuori per Bassa Fedeltà l'album d'esordio del trio italo francese

Randevu. È fuori per Bassa Fedeltà l’album d’esordio del trio italo francese

Un disco di nove brani anticipato dal singolo "Love is All", un lavoro dagli arrangiamenti curati e ricchi di intrecci vocali e sottili sfumature.
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Roma – Luca Romano, Francesco Ferrarelli e Sissou Gurung sono i Randevu, un trio difficilmente riconducibile a un genere specifico. La voce di Sissou, giovanissima cantautrice franco-nepalese, canta in inglese e francese, il risultato è un mix di suoni e culture dal ritmo incalzante e dalle melodie espressive. Sentitevi “Love is All”, il singolo che anticipa l’album, e fatevi un’idea.
Randevu è anche il nome del disco uscito per l’etichetta Bassa Fedeltà alla fine di gennaio. Un esordio raffinato, caratterizzato da una spiccata libertà espressiva; un lavoro discografico di 9 tracce dagli arrangiamenti curati e ricchi di intrecci vocali e sottili sfumature.
Registrato presso il Black Tape Studio di Roma da Valerio Lundini e masterizzato da Alex Gordon presso gli Abbey Road Studios di Londra, nel disco ci sono brani nati da importanti collaborazioni, come nel caso di “The Gypsy”, il cui testo è curato dalla cantautrice californiana Mataji Booker o di “Wolves”, firmato dal visual artist Stefano Cominale; o di influenze e interessi dei suoi componenti come nel caso del brano “A lecture upon the shadow”, che è un componimento di John Donne, poeta inglese vissuto tra il XVI e XVII secolo. Il romanticismo musicale è sicuramente una certezza dell’intero album. 

«Se c’è un aspetto che intendiamo mettere in risalto è la spontaneità con cui abbiamo accolto le nostre idee raccontano i Randevu Ogni volta abbiamo cercato di conferire loro una forma che fosse in armonia con la fiamma che le aveva animate, certamente attraverso gli strumenti che negli anni hanno formato il nostro gusto ma mai prendendo questi ultimi come punto di riferimento, come qualcosa a cui tendere. Piuttosto il contrario: è stata sempre una suggestione, un’idea di suono, ad essere subordinata alla natura emotiva di una determinata intuizione. A questo attribuiamo il carattere eterogeneo della nostra prima produzione musicale composta da nove brani come un risultato di sensibilità, lingue e origini diverse, misurate in un susseguirsi di sfide e obiettivi, raggiunti per merito di un nostro legame molto profondo e particolare»

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