"Il calcio e la tattica non sono per le donne". La Rai sospende Collovati

“Il calcio e la tattica non sono per le donne”. La Rai sospende Collovati

La "squalifica" arriva dopo le frasi sessiste a "Quelli che il calcio"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA –  Le donne non possono parlare di tattica calcistica, né addentrarsi in questioni tecniche. Ne è convinto Fulvio Collovati, ex calciatore e commentatore a “Quelli che il calcio”. Proprio durante l’ultima puntata della trasmissione di Rai 2, l’ex difensore di Inter e Milan si è lasciato andare ai commenti, che, oggi, gli hanno fatto guadagnare una sospensione di due settimane dal programma.

“Quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco – ha detto in diretta – Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare”.

Collovati fa così un fallo a gamba tesa e riporta indietro il mondo del calcio a quando le partite si guardavano in bianco e nero. È d’accordo anche la moglie Caterina, che su Twitter ha scritto: “Parlare di calcio certo, ma la tattica è altra cosa. Parlare, tutti possiamo farlo. Dire cose giuste è diverso. Saluti dalla moglie di un uomo che rispetta le donne più di molti altri… questa sì che è una certezza!”.

Lo scivolone di Alessandro Costacurta

Nell’era in cui le squadre femminili ottengono più risultati dei loro colleghi maschi – vedasi la nazionale femminile – a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Alessandro Costacurta, che a “Sky Calcio Club”, intervenendo sulla scottante questione Icardi-Wanda Nara-Inter, ha detto: “Se mia moglie avesse detto quelle cose ai miei compagni, io le avrei detto: ‘tu non lo dici, sennò ti caccio fuori di casa’”. Wanda Nara è solo la punta dell’iceberg. A confermarlo è Giancarlo Dotto, giornalista e ora sostenitore delle frasi di Collovati.

Il commento del giornalista Giancarlo Dotto

Al Corriere dello Sport ha detto: “Condivido Fulvio Collovati, non mi piace come l’ha detto. Vado pù estremo. Una donna, ma diciamola femmina, che parla di calcio, non mi rivolta lo stomaco, smette di esistere l’attimo stesso in cui lo fa. Ma non perché sia inadeguata e blateri sfondoni, come insinua maldestro Collovati. Smette di esistere, al contrario, quanto più adeguata, quando ne parla in modo credibile e ti sorprendi a pensare ‘Toh, è più brava di Beppe Bergomi'”. E ha aggiunto: “Lì mi diventa insopportabile. Arrivo a detestarla, per quanto si sottrae al dovere estetico ed etico della differenza, precipitando nell’aberrazione della citazione maschile”. Ovviamente, nel pezzo, non mancano i commenti alle varie Diletta Leotta, Ilaria D’Amico o alla stessa Nara, colpevoli di parlare di calcio senza averne conoscenza vera. Professioniste che fanno più spettacolo che analisi.

Insomma, nel 2019 il mondo del calcio si ritrova ancora chiuso e pieno di pregiudizi. Le donne possono parlare di calcio (gol, sostituzioni, classifiche) ma meglio che non si addentrino in questioni specifiche, quali, per esempio, il fuorigioco. Il vero fuorigioco, però, è di chi fa differenze. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it