L'elefante più triste del mondo è morto dopo 43 anni di isolamento in uno zoo

L’elefante più triste del mondo è morto dopo 43 anni di isolamento in uno zoo

L'ultimo contatto con un suo simile quando aveva 4 anni, poi in totale solitudine per il resto della sua vita
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L’ultimo contatto con un suo simile a 4 anni. Poi, in  completo isolamento per il resto della sua vita. E’ la storia di Flavia, l’elefante più triste del mondo, morto a 47 anni nello zoo di Cordoba, in Spagna.
Chiusa in un recinto in totale solitudine per 43 anni, il pachiderma è stato sottoposto a eutanasia lo scorso primo marzo, dopo un drastico deterioramento delle sue condizioni di salute.

Flavia, una femmina di elefante asiatico, separata dalla sua famiglia quando aveva appena 4 anni, era tenuta da sola in un recinto, senza poter mai avere un’interazione con la sua specie.

Per lei si sono battute diverse associazioni animaliste, prima fra tutte Pacma, che negli ultimi mesi stava lavorando con lo zoo per migliorare il recinto di Flavia, cercando di convincere la struttura a spostare l’elefante in una riserva.

Flavia si è lasciata morire, rifiutando di alzarsi dopo essere collassata nel suo recinto.
L’elefante è solo uno dei tanti esempi della sofferenza che affligge gli animali in cattività.

La storia di Flavia riporta alla mente il dolore di Arturo, l’orso polare morto nel caldo di uno zoo in Argentina nel 2016 dopo 20 anni di “prigionia”.
Per la sua visibile depressione, era stato soprannominato “l’orso polare più triste del mondo”. Stessa sorte è toccata a Yupik, morto in uno zoo del Messico nel 2018.

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