Sessuologa: “Contraccezione è un dovere, bisogna proteggersi”

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MILANO – Sesso sicuro e malattie sessualmente trasmissibili. Sondaggi recenti dicono che è nettamente in calo da anni l’uso di preservativi. Secondo un’indagine della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia – come riportato da TheVision – quasi la metà delle ragazze sotto i 25 anni (il 42%) non ha usato nessun contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. Il dato ancora più preoccupante è che sono aumentate del 5% rispetto al 2010. Eppure, come risulta da uno studio del ministero della Salute presentato lo scorso 19 febbraio, il preservativo e la pillola rappresentano i metodi più conosciuti. Abbiamo fatto alcune domande in proposito a Chiaralba Risuglia, ginecologa e sessuologa clinica che lavora come libera professionista in alcuni ambulatori di Milano e Vicenza.

– Dottoressa Risuglia, come si spiega questo utilizzo insufficiente del preservativo? Nei rapporti sessuali si può veramente farne a meno? Si può sostituire? E come scegliere il metodo contraccettivo più adatto?

‘Quando parliamo di contraccezione parliamo di rischio di gravidanza. Non necessariamente questo concetto è collegato al rischio di trasmissione di malattie sessuali. Quando parliamo del rischio di gravidanza, parliamo di contraccettivi e possiamo riferirci a tutti i contraccettivi disponibili in commercio. Nel 2019 la contraccezione è un dovere, oltre che un diritto, perché non siamo più negli anni ’70 quando alcuni metodi erano vietati. L’interruzione della gravidanza è assolutamente prevista dalla legge in Italia e quindi è un diritto, però nel caso in cui non si desideri la gravidanza è un dovere fare tutto quello che è in nostra possibilità per evitarla, proprio per evitare a se stessi l’esperienza di doverla interrompere. Quanto alle malattie sessualmente trasmissibili. Non tutti i contraccettivi proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili. Possiamo dire che solo i contraccettivi ‘barriera’ hanno questa potenzialità, in primis il preservativo. Esiste il preservativo maschile che copre l’asta del pene e il preservativo femminile che protegge la vagina e la vulva. Diciamo che così si evita la maggior parte del contatto cutaneo tra genitali e quindi, assolutamente, può essere usato per prevenire la contrazione di malattie sessualmente trasmissibili anche nei rapporti orali’.

– Quali sono le malattie sessualmente trasmissibili che bisogna imparare a conoscere?

‘L’Hiv, le epatiti C e B, la sifilide, e poi infezioni da micoplasma, clamidia, ureaplasma che non vivono normalmente nelle nostre vie genitali e possono causare delle infiammazioni croniche dei genitali. Candida, enterobatteri e garnerella non sono malattie sessualmente trasmissibili. Vivono nel nostro corpo e semplicemente si sono spostati da una sede all’altra oppure proliferano in modo atipico quando l’ambiente che li ospita non è bilanciato’.

– Quindi il preservativo non è sostituibile.

‘No, se pensiamo alle malattie sessualmente trasmissibili. Ovvio che non possiamo fare sesso in una tutina che ci rende sterili. C’è uno scambio e dobbiamo prendercene la responsabilità. Se sappiamo di essere portatori di una malattia sessualmente trasmissibile, dobbiamo fare in modo di evitare di esserne vettore’.

– E come fare ad esserne consapevoli?

‘Spesso nell’uomo queste malattie sono asintomatiche, cioè non si manifestano in modo evidente, anche per motivazione anatomiche. Nelle donne i sintomi sono più evidenti e si curano con antibiotici e farmaci appositi. La forma manifesta dell’HIV è l’AIDS. Ma essere sieropositivi non vuol dire avere l’AIDS, vuol dire essere portatore di HIV. Idem per le epatiti. Non dobbiamo vivere nel terrore di essere portatori di malattie che non si manifestano, in linea di massima avere dei comportamenti sessuali responsabili ci protegge dal contagio. Vale la pena fare degli esami del sangue, non dico ogni sei mesi né annualmente, dipende un po’ dalle proprie abitudini. Però già con un prelievo di sangue si può capire se si è sieropositivi o se si hanno altre di queste malattie. Nelle donne è più facile riconoscerle ma si curano con antibiotici e farmaci appositi’.

– Il messaggio quindi è prendersi cura di sé e del proprio corpo, puntando sulla prevenzione.

‘Si’. Dal punto di vista poi dei metodi contraccettivi distinguiamo quelli ormonali (pillola, cerotto, anello) da altri, come la spirale. In Italia i contraccettivi ormonali sono molto usati, siamo ancora il fanalino di coda rispetto ad altri paesi europei sull’uso di contraccettivi non ormonali. Quello che voglio far capire alle ragazze è che la pillola è un farmaco, prima che un contraccettivo. Può essere usato come contraccettivo quando ci sono delle alterazioni ormonali. Se però io non devo correggere nulla, se ho mestruazioni regolari e non ho dolori intensi, posso usare metodi contraccettivi non ormonali, come la spirale ad esempio. E poi perché non usare il preservativo da giovani, quando magari i rapporti sessuali sono poco frequenti o facilmente si può cambiare partner? Se sappiamo di avere rapporti occasionali, il metodo da utilizzare per proteggersi è solamente il preservativo. Se abbiamo una relazione stabile, possiamo pensare a un metodo contraccettivo più a lungo termine, ma non per forza la pillola. Una ragazza può decidere di farsi inserire una spirale adatta alla sua età, ad esempio, che ha un rischio di gravidanza per uso tipico dello 0,2-0,8%, quindi molto basso, ma allo stesso tempo usare un preservativo perché la spirale non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili’. 

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