MANIFESTO. Elettronica, sperimentazione e arti visive in un solo festival

MANIFESTO. Elettronica, sperimentazione e arti visive in un solo festival

Tre giorni di musica e performance fra il Monk, il Contemporary Cluster e l’Accademia d’Ungheria. Il 21, 22 e 23 marzo a Roma
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Roma – Se siete appassionati o anche solo curiosi di musica elettronica e sperimentazione dovete mettere in agenda MANIFESTO. Tre giorni tutti romani, il 21, 22 e 23 marzo, di live, set speciali, dj-set, esibizioni, showcase e panel: un punto di osservazione e un percorso di approfondimento sui fenomeni artistici e sulla contaminazione fra i linguaggi del nostro tempo, dove la musica elettronica recita il ruolo di fil rouge per un’analisi più ampia e ricercata. Una rassegna prodotta da Monk Roma e Manifesto delle Visioni Parallele, dedicata all’elettronica, alla sperimentazione e alle arti visive che giunge quest’anno alla sua quarta edizione con una line-up quanto mai multidisciplinare e dal respiro internazionale.

Fra il Monk, Contemporary Cluster e l’Accademia d’Ungheria, Manifesto dà il via a un incontro fra linguaggi diversi, un dialogo fra visioni del passato e del contemporaneo, abbattendo le barriere geografiche in un connubio dinamico fra clubbing e sperimentazione.

Manifesto 2019 si apre giovedì 21 marzo allo spazio Contemporary Cluster (via dei Barbieri 7) con il dj-set di Populous, l’inaugurazione della mostra Intergalactic e la preview della performance di teatro contemporaneo La Gabbia.

Venerdì 22 marzo si torna alla base, nella location che ha ospitato le prime tre edizioni di Manifesto: il Circolo ARCI Monk (via Giuseppe Mirri 35). Qui i maestri dell’ambient e della drone music William Basinski e Lawrence English presenteranno dal vivo la loro prima opera collaborativa, “SelvaOscura”. Con il live del musicista inglese ma messicano d’adozione El Búho il festival esplorerà invece le nuove sonorità del centro e del sud America. Come nelle scorse edizioni, Manifesto offre preview assolute: quest’anno spetta al producer leccese Jolly Mare suonare in anteprima il suo nuovo disco “Logica Natura”, accompagnato da un batterista live.

Insieme al producer romano Capibara e all’artista torinese Mana inizierà viaggio nell’elettronica italiana del nostro tempo, contaminandosi rispettivamente con la global bass e il grime.

La grande novità di quest’anno è che per la prima volta Manifesto lascerà per alcune ore la sua consueta dimensione notturna per aprirsi alle vibrazioni del giorno.
Nel pomeriggio di sabato 23 marzo l’Accademia d’Ungheria di Roma (Palazzo Falconieri, via Giulia 1) ospiterà una sezione speciale del festival – dedicata agli abbonati e ai possessori del ticket early-bird – con lo spettacolare live audio/video di Gábor Lázár, artista ungherese nuovo beniamino di Aphex Twin, e un talk organizzato insieme ai partner di Soundreef: “Musica e innovazione: come cambiano metodi di produzione e infrastrutture nella musica”.

La notte di sabato 23 marzo vedrà Manifesto scatenarsi per l’ultima tranche di rassegna, nuovamente tra le mura amiche del Monk.
Per la prima volta a Roma, James Holden si esibirà con i suoi The Animal Spirits per un live composto di macchinari, fiati, batteria e percussioni in cui l’artista britannico incrocia la sua materia elettronica con il jazz, il minimalismo e la musica cosmica.

Tra i nomi più attesi di Manifesto c’è coucou chloe: nativa di Nizza ma di stanza a Londra, la producer hi-tech è tra i nuovi nomi di grido della scena underground britannica e ha musicato i fashion-show della popstar Rihanna. In rappresentanza dell’Italia ci saranno l’artista cosentino Indian Wells con un set speciale composto anche da tracce inedite e il producer napoletano K-Conjog, che invece si avventura nei territori della Modern Classical e del lato più pop dell’IDM.

Chiuderà il festival per una notte tutta da ballare il poliedrico dj-set di G-Amp, art-director del festival umbro Dancity che fa parte insieme a Manifesto della rete Italian Music Festivals.

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