L'intervista a Giò Sada: "I talent sono droga. Ora canto la libertà"

L’intervista a Giò Sada: “I talent sono droga. Ora canto la libertà”

Il cantautore, ora Gulliver, ai microfoni di diregiovani.it
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ROMA – Rinnovarsi non è facile, specialmente se hai vinto X-Factor, hai fatto un primo disco subito dopo e le aspettative su di te sono altissime.

Negli ultimi anni, Giò Sada si è trovato a vivere in un vortice fatto di riflettori, interviste, live ma anche invidie, pressioni e inciampi. Così, a distanza di tre anni dall’album di debutto ‘Volando al contrario’, il cantautore ha scelto di deludere tutte le aspettative che si erano create attorno a lui dopo il talent e tornare con un nuovo nome – Gulliver – e un nuovo singolo, “100 vite”. Cento vite come quelle vissute in questi ultimi anni.

“Mi è sembrato di attraversare mondi diversi”, ha raccontato ai microfoni di diregiovani.it. Il risultato, un viaggio “dal punk-rock, hard-rock; dal mondo di nicchia dove c’è tanta attitudine, tanto cuore al mainstream dove accanto al piacere di fare musica c’è tutto il mondo del business, dei guadagni”.

È in questo viaggio che Giò Sada diventa Gulliver perché, proprio come il personaggio di Jonathan Swift, ha toccato varie tappe e non tutte piacevoli. La destinazione mai quella desiderata.

Gulliver è una metafora. Un nuovo inizio in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, con il ‘personaggio’, per ritornare a una dimensione più autentica.

Per questo, del suo rinnovamento l’artista ha spiegato: “Gulliver è quello che ha attraversato tutti questi mondi diversi, ne ha capito l’essenza base e semplicemente adesso vuole essere libero. Voglio essere capace di prendere il bagaglio che ho accumulato e fare musica”.

I soldi, l’esteriorità, i like sui social diventano per Giò Sada solo limiti al suo lavoro. “100 vite- ha spiegato il vincitore di X-Factor 2015- è un ritorno alla libertà espressiva. Molti non si aspettavano che prendessi un’inclinazione di questo tipo ma la cosa più bella e più pericolosa allo stesso tempo è distruggere le aspettative altrui”.

“100 vite” è il primo tassello del nuovo percorso di Giò Sada. Nel corso dei prossimi mesi usciranno altri singoli. Alla fine vedrà la luce il secondo album della carriera dell’artista pugliese. “Il disco si chiamerà ‘Terra Nuova’- ha anticipato il cantautore- che è l’arrivo di questo percorso, di questo sentiero fatto di canzoni”.

La ‘Terra Nuova’ è la destinazione finale, insomma, per Giò Sada, quella a cui è arrivato affrontando il malessere in cui si era ritrovato all’indomani del travolgente successo ottenuto in tv.

Il nuovo lavoro parla proprio di questo: di ritrovare sé stessi, la connessione con la natura e la conquista di saper stare bene anche da soli.

 

Il disco, però, non è un voler rinnegare X-Factor: “Per me è stata una bella esperienza, mi sono divertito. Alla fine si canta anche se può non piacere il format, il mainstream, a cosa aspira”.

Il talent- ha aggiunto- è come prendere una droga: ti accelera e poi arriva il down quindi devi gestire anche quello dopo. Tutto sommato, però, è una cosa come un’altra. Nel backstage ho trovato tante persone che facevano parte del mondo hard core italiano. Alcuni li conoscevo. Mi sono trovato a casa. Non ci sono stati complotti. È stata una festa”.

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