Un libro per rispondere al problema del bullismo

Un libro per rispondere al problema del bullismo

Un guida firmata da Anna Livia Pennetta, avvocato di Carolina Picchio
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ROMA – Da Carolina Picchio, prima vittima di cyberbullismo morta suicida nel 2013, all’ultimo caso di Avellino, dove un 15enne affetto da autismo ha tentato il suicidio dopo le offese ricevute. Il bullismo è un problema ancora attuale e privo di risposte, ma ci sono strumenti che possono aiutare ad arginarlo.

Il volume di Anna Livia Pennetta ‘Bullismo, cyberbullismo e nuove forme di devianza’ vuole essere una guida per aiutare ragazzi, insegnanti e genitori a combattere tutte le forme di bullismo. L’autrice, avvocato cassazionista, è stata legale del padre di Carolina Picchio, la 14enne che la notte del 5 gennaio 2013 si suicido’ perché esasperata dalle offese ricevute sui social.

Una storia che scosse profondamente l’opinione pubblica e che iniziò ad aprire un dibattito sul problema del bullismo. Il libro approfondisce il tema da diversi punti di vista, analizzandone le diverse implicazioni rese ancora più pericolose dalla diffusione dei mezzi telematici. Uno strumento utile per avvocati e magistrati e un supporto che raccoglie esperienze di buone pratiche che possono aiutare genitori, insegnanti ed i ragazzi stessi a sconfiggere i bullismi.

I genitori devono riappropriarsi della loro funzione educativa, e devono farlo subito– commenta l’autrice- Il genitore moderno diventa amico del proprio figlio, un compagno con cui condividere videogiochi o momenti di svago, ma in realtà conosce poco o nulla della sua vita privata. Diventando amico non riesce più a porre dei limiti, che servono ad indirizzare i ragazzi nella società. Gli adulti– prosegue Anna Livia Pennetta-devono recuperare la responsabilità genitoriale e costruire un progetto educativo per i propri figli“.

Scritto in collaborazione con la psicologa Giuliana Ziliotto, il volume analizza il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo definendone origini, modalità di attuazione e ruoli, per poi concentrarsi sulle responsabilità civili di genitori, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni scolastiche.

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