Con 'Trash project' si studia e si progetta ciclo dei rifiuti

Con ‘Trash project’ si studia e si progetta ciclo dei rifiuti

Il liceo Volta di Milano avvia sperimentazione con associazione detenuti KPC
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILANO – Ambiente, comunità, incontro. Se si dovesse racchiudere in poche parole il senso di ‘Trash project’ si potrebbero usare queste tre. Si tratta di un progetto di educazione alla sostenibilita’ ambientale ideato dall’associazione ‘Keep the planet clean’ (KPC)- composta prevalentemente da detenuti della casa di reclusione di Bollate – e sviluppata dagli studenti del liceo ‘Volta’ di Milano in collaborazione con docenti ed esperti esterni.

Favorire pratiche che dal basso progettino, individuino i problemi e le risorse– spiegano gli ideatori di KPC- si rivela essere la strada più adeguata per approntare l’organizzazione della raccolta differenziata soprattutto per garantire un’adesione autentica da parte della popolazione studentesca. Se al contrario viene imposta sarà mal tollerata e malfatta perché non compresa“.

In coerenza con l’indirizzo del Miur – che incoraggia le scuole a formare cittadini consapevoli dell’importanza di uno stile di vita più salutare – e dell’agenda 2030 delle nazioni unite, l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile si pone come tema interdisciplinare e trasversale all’interno dell’insegnamento di cittadinanza e costituzione. ‘Trash project’ diventa quindi il dispositivo attraverso cui progettare con gli studenti una raccolta differenziata di tipo comunitario a partire dalla loro esperienza di singoli e di gruppo nel contesto scolastico.

Essendo l’apprendimento anche un processo sociale– spiegano gli ideatori di KPC- ci sono più possibilità che creando collettivamente un modello di organizzazione esso sia meglio funzionante, ma soprattutto diventi patrimonio, abitudine radicata del cittadino che lo pratica e praticherà anche in futuro, un apprendimento che va oltre la dimensione scolastica“.

Durante quest’anno scolastico gli studenti partecipanti hanno già superato diverse fasi del progetto. Innanzitutto hanno conosciuto il modello di raccolta differenziata realizzato dall’associazione KPC presso la Casa di reclusione di Bollate attraverso una visita alla struttura e l’incontro con l’associazione dei detenuti. Subito dopo hanno lavorato per coinvolgere gli altri studenti dell’istituto, attraverso la realizzazione di un questionario sulle abitudini di riciclo e la programmazione di incontri di sensibilizzazione.

Infine gli esperti dell’associazione, insieme agli studenti e ai docenti coinvolti, sulla base della planimetria dell’edificio, del sopralluogo effettuato a scuola e agli esiti del questionario, hanno messo a punto una proposta di collocazione dei cestini negli spazi comuni e nelle classi che tenga conto di varie esigenze di spazio, sicurezza, circolazione degli studenti, estetica e fruibilità.

Il progetto proseguirà, ampliato, sino a tutto il prossimo anno con l’obiettivo di creare un effetto moltiplicatore; l’intenzione e’ mettere in comunicazione più scuole ma anche diverse agenzie educative, ad esempio favorendo un incontro tra gli studenti del ‘Volta’ e i detenuti dell’istituto di reclusione minorile ‘Beccaria’ di Milano, a loro volta impegnati nel medesimo lavoro di creazione di un modello di raccolta comunitaria all’interno del carcere. 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it