Hellboy, la fragilità di un supereroe demoniaco alle prese con il male

DA OGGI AL CINEMA
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ROMA – Ha un aspetto infernale, le corna smussate, la forza da supereroe e un’anima fragile e umana. Lui è Red ma in giro lo chiamano Hellboy ed è il protagonista dell’omonimo reboot diretto da Neil Marshall e sceneggiato dal disegnatore Mike Mignola, ideatore della saga dei fumetti di Hellboy che proprio pochi giorni fa ha festeggiato 25 anni dalla pubblicazione del primo numero. 

Il leggendario supereroe demoniaco, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature soprannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scopre le sue origini e deve vedersela con Nimue, la Regina di Sangue (Milla Jovovich), un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. La missione di Hellboy è fermare Nimue con ogni mezzo a sua disposizione, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

Hellboy, ci può essere un animo umano dentro un supereroe dell’Inferno?

La risposta è sì! A dimostrarlo è Red che, nella battaglia tra il bene per l’umanità e il ‘regno del male’ guidato da Nimue sceglie gli umani. E non solo. Nel corso della narrazione animata da violenza, azione, effetti speciali, giganti e mostri con il muso da porco si fa spazio la sfera emotiva del gigante infernale e buono. Lui non è un umano, o meglio, per definirlo in termini “potteriani” è un “babbano” e cioè mezzo umano e mezzo mago, ma nel caso di Hellboy parliamo di supereroi. E’ questo suo essere una creatura speciale che lo rende vulnerabile a causa dei pregiudizi di chi incrocia il suo cammino. Ma per lui uno spiraglio di luce c’è. E non si tratta solo del padre umano (Ian McShane) che lo ha cresciuto e gli ha conferito ogni positività ma è la scoperta di essere stato partorito da una madre umana che ha cancellato in lui ogni insicurezza e il senso di protezione di un fratello maggiore nei confronti della giovane amica Alice (Sasha Lane).

Hellboy, accattivante e violento

Il film tutto sommato riesce a strappare qualche sorriso ed è accattivante grazie anche al lavoro che è stato fatto sul personaggio di Hellboy, interpretato da David Harbour, che è stato ben realizzato e ben impersonato sul grande schermo. Attraverso la corazza rossa, il cast tecnico è riuscito a far trasparire ogni sfumatura emotiva di Red. L’unica ‘nota stonata’ del film è l’eccessiva violenza in alcune scene.

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Autore: Lucrezia Leombruni
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