A scuola di baseball per contrastare discriminazioni

A scuola di baseball per contrastare discriminazioni

L'intervista a Andrea Marcon, presidente della Federazione italiana baseball softball
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ROMA – “Il ‘Progetto 42’, che portiamo nelle scuole da diversi anni, è il programma di inclusione per eccellenza. Il baseball e il softball sono gli sport più buoni del mondo, quelli più attenti a non creare nessun tipo di discriminazione”. Sono le parole di Andrea Marcon, presidente della Federazione italiana baseball softball (Fibs), che in un’intervista alla Dire ha raccontato l’impegno della federazione in ambito scolastico.

L’idea è nata dalla storia di Jackie Robinson, il primo giocatore afroamericano a militare nel massimo campionato di baseball degli Stati Uniti nel 1947, quando la Major League era preclusa agli atleti di colore che disputavano altre competizioni a loro riservate.

“Grazie alla sua vicenda e alla realizzazione di un film, entriamo nelle scuole parlando di inclusione- ha spiegato Marcon- ma non è l’unico progetto. Portiamo avanti anche ‘Play the whole’, dedicato all’istruzione degli insegnanti di educazione fisica in materia di baseball e softball, che poi riporteranno agli alunni e studenti dei rispettivi istituti quello che hanno imparato”.

Motivo di orgoglio per la Fibs è l’accademia italiana di Roma che ha lo scopo di individuare e far crescere i giovani talenti, sostenendo lo sviluppo tecnico, educativo e culturale. “Al momento- spiega Marcon- nove ragazzi frequentano quella nazionale, ma sono nate da poco anche cinque accademie regionali e puntiamo a crearne altre entro il 2020”.

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