Impronte digitali presidi: la lettera al ministro Buongiorno

Impronte digitali presidi: la lettera al ministro Buongiorno

Rosamaria Lauricella, dirigente dell'ic Valente di Roma commenta la questione
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ROMA – “Concordo nel ritenere indispensabile che, per ragioni di sicurezza, vengano controllate le persone che entrano in una scuola, dove sono presenti soprattutto minori. A questo punto, allora, il controllo dovrebbe essere effettuato su tutti gli adulti che, a vario titolo, accedono negli ambienti scolastici”.

Così Rosamaria Lauricella Ninotta, dirigente dell’istituto comprensivo Valente di Roma, in una lettera indirizzata al ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno,in merito alla questione delle impronte digitali richieste ai presidi.

“Se per Lei è necessario controllare l’operato dei DS attraverso degli apparecchi optometrici per verificare e valutare come destiniamo il nostro tempo, lo faccia tranquillamente- prosegue la dirigente- Le chiedo, soltanto, di accettare il mio invito a passare qualche giornata al mio fianco, a scuola, per constatare personalmente come l’impegno lavorativo di un preside non abbia un orario di inizio e un’ora di fine stabiliti con precisione. E, soprattutto, come il nostro lavoro non preveda mai uno stacco, né mentale né, tantomeno, di incombenze. Numerosi sono, ormai, i pomeriggi domenicali trascorsi a scrivere relazioni e pianificare gli innumerevoli impegni settimanali. A proposito, come farò a dimostrare a Lei tutto il tempo trascorso fra le mura domestiche lavorando per l’istituzione Scuola?”

“Mi creda- continua la preside- noi non ci disconnettiamo mai e le nostre responsabilità sono senza soluzione di continuità. Domani sarà un altro giorno di faticoso ma coinvolgente lavoro, nel quale mi tufferò con passione, impegno, dedizione e spirito di servizio, valori che non mi stancherò, mai, di cercare di trasmettere. Con forza e coscienza, continuerò a cercare di lasciare, nella comunità scolastica che dirigo, personale docente e non, alunni e famiglie, un’impronta spero molto più importante di quella digitale. Quella di un messaggio di entusiasmo, di vitalità, di serenità, di onestà, di rispetto e di lealtà, nonché di inclusione ed accoglienza verso ogni forma di disagio o difficoltà”. 

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