STORIA DI UNA CUOCA VIAGGIATRICE

STORIA DI UNA CUOCA VIAGGIATRICE

Le avventure de’ La Cuoca Rosa. Dalla provincia di Frosinone al Kilimangiaro passando per Roma e i teatri d’Italia

#Faccioquellochemipiace

di Fabrizia Ferrazzoli

di Fabrizia Ferrazzoli

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Roma – Alle medie, al liceo artistico e durante gli anni della scuola di teatro, Rosamaria Zanatta mai avrebbe immaginato di diventare un giorno La Cuoca Rosa”. Un viaggio iniziato nella provincia di Frosinone che, tra colpi di scena e cambiamenti radicali, l’ha portata molto lontano.

Un’adolescenza complessa quella Ciociara trascorsa con il sentimento costante di sentirsi un pesce fuor d’acqua, in famiglia e con gli amici. Un mondo declinato al femminile, fatto di silenzi e poche esternazioni dove però ha da subito maturato una certezza: è in cucina che si costruiscono i ricordi ed è a tavola che si condividono gli affetti. E così, come per magia, a un certo punto della vita quel punto fermo è tornato a dare calore e colore, dando un senso al tempo che fu.

«Ho sempre avuto una forte passione per l’arte, è al liceo artistico che ho scoperto il teatro. Dopo il diploma sono arrivata a Roma per studiare in una scuola che avesse un approccio francese e che unisse quindi l’approfondimento del testo insieme a quello del movimento. Sono stati anni di crescita e collaborazioni. Un periodo forte e potente in cui ho liberato incertezze e paure e in cui la qualità della vita è davvero cambiata.»

Il primo viaggio di Rosa è stato su un palco, nei copioni degli scritti teatrali e nelle tournée su e giù per l’Italia. E se è vero che il primo amore non si scorda mai, è altrettanto vero che spesso non è quello giusto. Dopo dieci anni in cui il progetto di vita andava plasmandosi su quello artistico, in cui la compagnia diventava “famiglia” è arrivata la rottura. Un momento difficile, una battuta d’arresto che ha segnato il tracollo di una rinascita costruita con coraggio e sacrificio.

«Mi sono data letteralmente alla fuga. Il teatro ti dà ma può toglierti anche la vita quotidiana. Sei in un ghetto e una volta fuori ti senti sola. Non riuscivo più a ritrovarmi, ho sofferto di depressione. L’unica via per uscire da questa impasseè stata la cucina».

Ricominciare vuol dire “partire da capo”. Il nuovo appassionante viaggio di Rosa è cominciato con un corso di cucina wellness. È in questo mondo che ha cercato consciamente (e inconsciamente) la direzione più sana per riemergere bene e meglio di prima. Mettendosi alla prova – ancora una volta – Rosa ha trovato un’altra parte di sé, quella dell’infanzia passata con sua nonna e sua madre.

«Mi sono ripresa i momenti di quando ero bambina. Mi sono sempre comportata da grande e ho perso attimi preziosi: la cucina ha risvegliato dei ricordi, a volte cupi, ma lo ha fatto. A casa era il nostro modo di stare insieme. In cucina come nel teatro sei tu che esci fuori. È cucinando che ho iniziato a mettere colore.»

La ragazza del teatro nel frattempo è diventata una donna. Il secondo capitolo della sua vita inizia con un lavoro nuovo e impegnativo, in un ambiente decisamente maschilista in cui però la forza di volontà ha vinto su tutto. Metodo e fatica sono stati la giusta ricetta per reinventarsi e arrivare fino in fondo.

«Lavorare sotto sforzo porta risultati anche sul piano della ricerca personale. Mi sono trovata molto bene con chi mi ha insegnato questo lavoro. Ho potuto sperimentare ed inventare profumi, è così che ho trovato la mia dimensione.»

Dopo l’esperienza in un ristorante in cui carne e pesce erano all’ordine del giorno, Rosa ha virato in una direzione inaspettata, prendendo il comando di una cucina esclusivamente vegana/vegetariana. Una sfida professionale e personale in cui ha messo in campo ricerca e creatività. Nel frattempo però shooting e pubblicità hanno convissuto e convivono tuttora con il suo lavoro da chef.

È collaborando con Marella Bombini e Vichie Chinaglia dell’agenzia Creative Nomads, casa di produzione romana tutta al femminile, che nasce “La Cuoca Rosa”.

Un format originale che unisce la passione per il viaggio a quella per la cucina. Con il suo zaino pieno di pasta è già entrata nelle cucine di altri mondi per incontrare culture e sapori. Lontano da zone e strutture turistiche, Rosa improvvisa ricette in cui mescola tradizione e sperimentazione. È a casa della gente, in Sri Lanka come in Vietnam, in India come in Thailandia, Cina o Cambogia, che Rosa ha sempre la stessa conferma: non serve la “parola” per sentirsi al proprio posto, la cucina unisce e crea legami. Nascono così storie e ricette di una “cuoca viaggiatrice” che prendono voce e suoni nel programma televisivo Kilimangiaro.

In questo progetto lontano da casa Rosa ha unito le sue anime. Viaggio dopo viaggio le ricette crescono con lei. Zuppe, spezie ed erbe sono entrate a far parte di uno stile unico e inconfondibile, un mix perfetto di profumi e sapori in cui sono racchiuse esperienze spesso estreme ma felici, come la vita vissuta fin qui.

#faccioquellochemipiace

Diregiovani.it presenta la rubrica #faccioquellochemipiace: la storia di chi fa da sé, si inventa e ci riesce, di chi ha dato una svolta alla vita con mosse vincenti e rivoluzionarie. Racconti felici di chi osa e tenta di realizzare le proprie aspirazioni professionali. Documenti che parlano di un pezzo d’Italia, quella più laboriosa e spesso silenziosa. Storie di una generazione che cambia e che cresce, con un pizzico d’incoscienza e una sana dose di resilienza. 

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