Torino, l'ic Carignano presenta un ddl per educare alla pace

Torino, l’ic Carignano presenta un ddl per educare alla pace

Il progetto è stato premiato dai senatori  Marino e Airola durante il Salone del libro
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MILANO – “Alti esempi e alti ideali ci elevano e ci fanno crescere. La pace è la più grande soluzione a tanti mali ed è un diritto inalienabile. Abbiamo la garanzia che la nostra società sia sempre ispirata da nobili esempi e alti ideali? Nel nostro paese e nel mondo sono scomparse le ingiustizie, le guerre, la violenza, la corruzione? Siccome la risposta è stata negativa ci siamo domandati se potessimo fare qualcosa di concreto per garantire a tutti il diritto a vivere nella pace”. Così la docente Stefania Pastore ha sintetizzato il senso del progetto realizzato dall’istituto comprensivo ‘Carignano’ di Torino che punta a “rendere obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla pace” con un disegno di legge contenente precise disposizioni in materia.

Il progetto è stato presentato quest’anno nell’ambito di ‘Vorrei una legge che…’, il concorso promosso da Miur e Parlamento nell’ambito delle iniziative di cittadinanza e costituzione ‘Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione’ ma “era nato l’anno scorso durante le ore di educazione civica- ha raccontato poi alla Dire Stefania Pastore- Con due classi, stavamo infatti facendo un lavoro, durato un anno intero, sui diritti umani e i diritti dei bambini. Ci siamo immaginati di fare un viaggio, ‘il cammino dei diritti umani’, a partire dalla rivoluzione francese fino ai giorni nostri e in questo viaggio abbiamo incontrato grandi uomini come Mandela, Martin Luther King. Così ogni settimana avevamo un personaggio di cui studiare le opere e alla fine ci sono entrati nel cuore. Quando la dirigente ci ha proposto di partecipare a questo concorso- ha proseguito- abbiamo capito di poter proporre un disegno di legge sulla base della consapevolezza raggiunta con il nostro lavoro. E quindi siamo giunti alla conclusione che ogni essere umano ha diritto di vivere nella pace. Noi intendiamo la pace come grande contenitore- ha precisato- parliamo di convivenza tra compagni, di rispetto delle regole, ma anche di grandi conflitti internazionali. Questi non possono certo esserci indifferenti perché l’articolo 11 della nostra Costituzione dice espressamente che l’Italia e’ contraria alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti”.

Il lavoro che era partito con due classi è stato quindi allargato e rimodulato per tre. “Ogni classe- ha dettagliato la docente Anna Nabiino- ha lavorato su cos’è la pace, come arrivarci, e perché è necessaria, producendo testi e disegni, e legando svariate discipline, dalla storia all’italiano, alla geografia alla musica. Poi abbiamo realizzato una raccolta firme simbolica per simulare quella reale, allestendo un gazebo nella palestra della scuola, e nei prossimi mesi simuleremo anche l’approvazione della legge con un nostro parlamento di bambini”. “Alla fine i ragazzi hanno capito che attraverso l’educazione si può lavorare per la pace- ha aggiunto la collega Elisabetta Giovannetti- perciò il nostro ddl vuole rendere obbligatoria l’educazione alla pace. Abbiamo stabilito precisamente finalità e modalità, fino a immaginare un corso di laurea che formi adeguatamente gli insegnanti, anche sulla conoscenza della Costituzione”.

Come segno di riconoscimento e di apprezzamento per l’originalità dell’idea, la scuola è stata premiata dai senatori piemontesi di Pd e Movimento 5 stelle Mauro Marino e Alberto Airola durante la giornata di apertura del salone di libro di Torino. “Siamo stati accolti allo stand del Senato, predisposto a semicerchio proprio come l’aula- ha raccontato alla Dire Giovannetti- prima le nostre tre classi hanno cantato l’inno d’Italia, poi quattro bambini per classe hanno illustrato il progetto ai senatori. A loro abbiamo donato un disegno che raffigura un albero, sui cui rami c’è una gemma che deve ancora sbocciare, proprio come il nostro ddl, mentre il tronco simboleggia la Costituzione che poggia sui dodici principi fondamentali, ovvero le sue salde radici”. 

 

Il disegno di legge 

RENDERE OBBLIGATORIA IN TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO L’ EDUCAZIONE ALLA PACE

Articolo 1 (Finalità)

a) La finalità di questo disegno di legge è diffondere capillarmente una “cultura della Pace”, in coerenza con i principi di rispetto dei diritti umani, di Giustizia e ripudio della guerra come “strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, sanciti dallo statuto delle Nazioni Unite e dalla Costituzione della Repubblica Italiana b) Si individua nella Scuola, il luogo più idoneo per “imprimere” nelle coscienze il valore della Pace attraverso la conoscenza di tutte le condizioni necessarie che la determinano, ma anche quelle che la ostacolano. c) L’obbligatorietà dell’”Educazione alla Pace” nelle scuole di ogni ordine e grado serve ad assicurare che tale disciplina non venga trascurata o ritenuta di secondaria importanza, come spesso è avvenuto fino ad oggi. d) Il rispetto delle leggi e dei diritti può essere garantito quando tutti i cittadini ne abbiano una conoscenza piena, diventando essi stessi i “controllori” della giustizia sociale così come gli venga insegnato a scuola e come dovrebbe avvenire in ogni vera democrazia. e) L’estensione della nostra proposta di legge a tutti gli ordini di scuola serve a garantire nel tempo l’acquisizione di una coscienza civica volta alla Pace, calibrando la complessità/profondità di contenuti all’età e alla consapevolezza degli alunni.

Articolo 2 (Tipologia di interventi)

a) Aggiornare i programmi scolastici dando linee guida per insegnare “Educazione alla Pace” nelle scuole di ogni ordine e grado. b) Istituire un indirizzo di laurea per “Educatori alla Pace”, che formino gli insegnanti (formazione obbligatoria), operatori sociali e culturali, ricercatori. Tali educatori opererebbero anche in tutti i contesti che, all’occorrenza, possano divulgare gli argomenti dei Diritti e della Pace: ministeri, ambasciate, radio, televisione, pubblicità progresso…e informare sui pericoli delle guerre/ingiustizie sociali. c) Approfondire nelle scuole gli argomenti di Storia Contemporanea (colonialismo, guerre mondiali…) e la conoscenza dei disastri che provocano le guerre, non solo leggendoli sui libri scolastici, ma anche con validi filmati/documentari/testimonianze per capire la storia presente e imparare a non ripetere gli errori del passato. d) Istituire premi e borse di studio per progetti/iniziative volte alla diffusione della cultura della Pace, dei progetti di disarmo, di attività che mirino alla convivenza pacifica tra i popoli, alla non violenza su donne e categorie “deboli”. e) Individuare ogni anno per ciascun ordine e grado di scuola gli “Istituti virtuosi” di ciascuna regione che abbiano operato nel rispetto della presente legge dando contributi efficaci e originali, da far conoscere e diffondere su una piattaforma nazionale e premiarli con fondi per continuare ad arricchire l’offerta formativa del proprio istituto con attività di “Educazione alla Pace” f) Stabilire un monte orario annuale, non inferiore alle 10 ore, che tutti gli studenti singolarmente o a gruppi, dovranno dedicare ad attività di aiuto/assistenza a fasce deboli (ospedali, case di cura, enti assistenziali…) già nella scuola primaria, per conoscere le realtà di chi soffre e quanto sia gratificante rendersi utili in un’ottica di fratellanza.

g) Negli esami scolastici finali di Stato e nei concorsi per dipendenti pubblici, di qualsiasi tipo, si dovrà dimostrare di conoscere molto bene la Costituzione della Repubblica italiana, La Dichiarazione dei Diritti umani e gli Organismi internazionali che tutelano i diritti umani. h) Istituire premi letterari per studenti e/o aspiranti scrittori su temi, poesie o libri che esaltino la cultura della fratellanza tra gli uomini.

Articolo 3 (Attuazione degli interventi)

a) Per insegnare “Educazione alla Pace” dovranno essere nuovamente istituite nelle scuole almeno due ore settimanali di Educazione alla Cittadinanza, che attualmente sono previste solo in modo trasversale ad altre discipline. b) Nelle linee guida si chiarirà che le modalità di svolgimento di Ed. alla Pace non potranno essere quelle canoniche, attraverso per es. lo studio, come nelle discipline ordinarie (Matematica, Grammatica, Geografia…), ma con attività di riflessione, discussione, ascolto, esperienze… c) Per l’attuazione degli interventi, di cui all’articolo 2, lo Stato italiano attingerà dalle risorse finanziarie previste per il Ministero della Pubblica Istruzione , degli Interni e della Difesa.

Articolo 4 (Tempi di Attuazione)

a) Partenza immediata, dopo l’approvazione della legge, della stesura delle linee guida (articolo 2, a) da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, da diffondere quando saranno ultimate in tutte le scuole di ogni ordine e grado, calibrate per età degli alunni. b) Partenza dal prossimo anno accademico per avviare l’indirizzo universitario per Educatori di Pace (articolo 2, b), della durata di tre anni. c) Cinque anni è il tempo massimo previsto per il raggiungimento a regime della presente legge nella sua completezza, come descritto agli articoli 2 e 3.

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