23 maggio, liceo artistico di Aosta sulla 'Nave della legalità'

23 maggio, liceo artistico di Aosta sulla ‘Nave della legalità’

"Tutti possiamo fare la differenza" è il messaggio del progetto vincitore
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MILANO – “Ho deciso di raffigurare i due magistrati in maniera molto semplice, sintetica, ma anche d’effetto. I loro corpi sono intrecciati per simboleggiare il rapporto di grande amicizia. Per lo stesso motivo ho scelto di utilizzare un gioco di colori: entrambi sono rappresentati da un colore diverso, proprio perché di fatto erano due persone diverse, con le loro peculiarità. Nel punto in cui i due corpi si intrecciano però i colori si fondono, sottolineando cosi’ il forte legame che si era creato tra le loro vite, praticamente indissolubile”. Così Lia d’Alessandri, del liceo artistico musicale di Aosta, descrive il suo poster su Falcone e Borsellino. Il manifesto è stato selezionato come progetto vincitore del concorso lanciato dal Miur e dalla fondazione Falcone per il XXVII anniversario della strage di Capaci; per questo Lia salirà sulla Nave della legalità insieme ad altri tre compagni in rappresentanza di tutta la classe 5B di Aosta.

“Siccome siamo l’indirizzo grafico del liceo abbiamo creato un manifesto- ha spiegato alla Dire Lorenzo Bona, docente di discipline grafiche- Abbiamo iniziato in febbraio. Prima abbiamo guardato il film sulla strage di Capaci ‘Giovanni Falcone’ con Michele Placido, poi abbiamo fatto una lezione di confronto sugli avvenimenti e su come procedere, infine i ragazzi hanno fatto una propria ricerca iconografica e fotografica. Insieme abbiamo selezionato foto, fatto foto-montaggi e poi creato nuovi disegni, a mano e coi nostri programmi di lavoro”.

Ne sono usciti diversi poster, che riportano un disegno e un messaggio. Come quello di Lia: “Sempre più spesso, si fa l’errore di innalzare Falcone e Borsellino a un livello superiore rispetto a tutto il resto del mondo, ma è proprio questo uno degli ostacoli che impediscono ancora oggi il contrasto di tali organizzazioni. Il modo più efficace per tenere alta la loro memoria non è quello di elevarli al di sopra di noi, ma ricordarsi che ogni giorno tutti possiamo fare la differenza. Solo così renderemo loro onore”.

“È la prima volta che partecipiamo perché mi è sempre sembrato un tema difficile e invece ho visto una bella risposta perciò continuerò- ha commentato Bona- Ho visto davvero forte l’interesse dei ragazzi. Personalmente mi interessava che potessero ragionare su temi tanto importanti intrecciandoli con il mio programma didattico, quindi tutti gli elaborati grafici che io insegno a realizzare, come ad esempio i poster. Probabilmente- ha concluso- a partire da adesso, avvieremo anche un lavoro congiunto e trasversale tra colleghi perché questi concorsi sono un’ottima occasione per conoscere pezzi di storia tanto vicini a noi e che i nostri ragazzi del 2000 non hanno vissuto”. 

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