Spotting o perdite da impianto? Facciamo chiarezza

Spotting o perdite da impianto? Facciamo chiarezza

Cerchiamo di dare una risposta ad una delle domande più gettonate tra le ragazze
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ROMA – L’età adolescenziale si sa, è fonte di paure e insicurezze e spesso queste sono legate alla sfera sessuale. Una gravidanza inaspettata è ciò che preoccupa maggiormente le ragazze per questo, uno dei quesiti più in voga a riguardo è legato alla differenza tra spotting e false mestruazioni anche dette perdite da impianto. E allora proviamo a fare chiarezza: 

Spotting o perdite da impianto, quali differenze?

Con il termine ciclo mestruale si intende il periodo, in media di 28 giorni, che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio della successiva. Nella vita di una donna può capitare che si presentino delle piccole perdite ematiche vaginali fuori dal periodo mestruale, nei giorni che precedono la mestruazione, durante l’ovulazione oppure nell’immediato periodo post-mestruale. Potrebbe trattarsi di un semplice episodio di spotting (dall’inglese to spot: macchiare) o di sanguinamenti da valutare e monitorare. Queste perdite, rappresentando un’anomalia nel normale ciclo ormonale fisiologico, non devono spaventare, ma essere intese come un sintomo che invita ad ascoltare ciò che nel nostro corpo, in quel momento, non funziona come dovrebbe. Per questo lo spotting non va trascurato nè tantomeno “autodiagnosticato”, ma compreso e valutato con il ginecologo/a di fiducia. Sarà il medico ad individuarne la causa, spesso innocua e reversibile, e ad escludere, con la visita ed eventuali accertamenti clinici, la possibilità di eventuali disturbi o malattie.

Le cause, infatti, possono essere diverse. Fra queste l’uso di contraccettivi ormonali rappresenta un possibile responsabile specie nei primi 2-3 mesi di assunzione, perchè l’organismo deve avere il tempo di adeguarsi alla terapia contraccettiva.

Oltre allo spotting legato alla pillola anticoncezionale, o ad altri metodi contraccettivi, le perdite ematiche possono dipendere da svariati fattori sia organici (cisti ovariche, fibromi, vaginiti, patologie cancerose) che disfunzionali (disturbi del comportamento alimentare, stress, diete drastiche, alterazioni ormonali), che richiedono visite e accertamenti specialistici. Stili di vita e abitudini sane (alimentazione equilibrata, riposo, sport) possono rappresentare buone misure preventive del problema di irregolarità del ciclo e perdite ematiche.

Un discorso a parte meritano le perdite che possono avvenire ad inizio gravidanza; si tratta delle cosiddette “false mestruazioni” o “perdite da impianto”, talvolta anche accompagnate da sintomi abbastanza tipici del ciclo (gonfiore addominale e tensione mammaria), dovute alla rottura di piccoli capillari sulla parete dell’utero, in seguito all’annidamento dell’ovocita fecondato in utero. In tal caso è bene accertare l’eventuale gravidanza con la rilevazione dell’HCG sulle urine o sul sangue.

Spotting o perdite da impianto. Lo sapevi che…

Il colore scuro dello spotting, che allarma molto le donne, è dovuto all’ossidazione dell’emoglobina: diversamente dal ciclo normale, in cui la perdita di sangue è tanto più rossa quanto più il flusso è abbondante, la perdita ematica scarsa fuoriesce lentamente dall’utero e questo consente l’ossidazione che fa virare allo scuro il colore del sangue.

I termini “mestruazione” e “mese” derivano dal latino “mensis” (mese), che è in stretta relazione con il greco “mene” (luna), e riflette il fatto che la luna ci mette 28 giorni per compiere una rivoluzione intorno alla Terra.

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