Il VIDEO dello squalo mako di 4 metri avvistato in Croazia

Il VIDEO dello squalo mako di 4 metri avvistato in Croazia

A inizio mese un piccolo esemplare è stato pescato al largo delle coste di Genova
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Aumentano gli avvistamenti di squali mako nei nostri mari.
Dopo l’esemplare pescato al largo di Genova a inizio mese, un altro mako è stato avvistato lungo le coste della Crozia e si teme possa avvicinarsi all’Italia.
I mako, infatti, sono tra gli squali più pericolosi per l’uomo.

L’aumento della loro popolazione nel Mediterraneo è dovuta al surriscaldamento dei nostri mari, diventati nel corso degli anni sempre più accoglienti per una specie abituata a vivere in acque tropicali o subtropicali.
Lo squalo mako avvistato in Croazia è un esemplare di 4 metri, filmato mentre nuotava di fronte al resort di Makarska, una popolare meta turistica. Solo pochi giorni prima era già stato visto a Korčula. Si stima che abbia nuotato per circa 70-80 chilometri.

Nell’ultimo secolo gli attacchi di squalo nel Nord Adriatico sono stati 6 (4 mortali). Sulle coste croate, l’ultimo attacco di uno squalo contro l’uomo risale al 1971.

Ovviamente, le statistiche nei nostri mari ci dicono che è più facile essere colpiti da un fulmine che subire un’aggressione da uno squalo, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che sottolinea come il fenomeno che si sta studiando del diffondersi di specie di squali non endemiche è qualcosa cui dovremo adattarci senza dover temere di fare un bagno in tutta tranquillità nei nostri luoghi tradizionali di balneazione.

Lo squalo mako

Lo squalo Mako (Isurus oxyrinchus) è un predatore marino tanto affascinante quanto pericoloso.
Citato nel 1952 da Ernest Hemingway ne “Il vecchio e il mare”, non tutti sanno che è una vera star cinematografica: la sua faccia è stata utilizzata da Spielberg per la locandina del film “Lo Squalo” ed è il protagonista del fanta-film “Blu Profondo”.

Il mako è uno degli squali più veloci del mondo.
Grazie alla sua agilità riesce a raggiungere i 70 km/h, coprendo lunghe distanze i poco tempo.
Il caso più famoso è quello di un mako che percorse 2128 km in 37 giorni.

Ma, soprattutto, è una delle poche specie di squalo, come il grande bianco o il pinna nera del reef, ad essere in grado di effettuare il breaching, ovvero la capacità di compiere grandi salti fuori la superficie dell’acqua, con balzi che lo sollevano completamente fino a 5 metri di altezza.

Bello e affascinante quanto letale.
Il mako rientra nella rosa dei 5 squali più pericolosi per l’uomo, insieme al Grande Squalo Bianco, il Leuca, lo squalo Tigre e il Longimano.

Ogni anno si registrano diversi attacchi all’uomo non provocati, anche se è d’obbligo sottolineare che non siamo le sue prede.
Semplicemente, alcuni squali possono scambiare un uomo per una foca o per altri animali di cui si nutrono e, solitamente, si allontanano dopo uno, massimo due morsi.
Purtroppo molte volte le ferite inflitte sono così gravi da far perdere la vita alla vittima.

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