Io ci sono, studenti e rifugiati insieme per dare un calcio al razzismo

Io ci sono, studenti e rifugiati insieme per dare un calcio al razzismo

Una partita di calcio solidale per sostenere i valori dello sport e dell’accoglienza. Oggi  in cinque città italiane, sono scesi in campo i diritti con ‘Io ci sono’, l’iniziativa che da 10 anni coinvolge le comunità educanti di Roma, Milano, Bari, Reggio Calabria e Palermo
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Una partita di calcio solidale per sostenere i valori dello sport e dell’accoglienza. Oggi  in cinque città italiane, sono scesi in campo i diritti con ‘Io ci sono’, l’iniziativa che da 10 anni coinvolge le comunità educanti di Roma, Milano, Bari, Reggio Calabria e Palermo. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato promossa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Fondazione mondo digitale ha organizzato partite di calcio che hanno coinvolto oltre 200 giovani tra ospiti dei centri di accoglienza, studenti, volontari e operatori delle associazioni del terzo settore. Una competizione in cui gli unici ad uscire sconfitti sono stati i pregiudizi.

A ROMA L’ACCOGLIENZA SI COSTRUISCE IN SQUADRA

ROMA – La vera integrazione si puo’ costruire solo collettivamente, col gioco di squadra. Questo il messaggio fondamentale di ‘Io ci sono’, la partita di calcio solidale organizzata dalla Fondazione Mondo Digitale per sostenere con lo sport i valori di integrazione e accoglienza. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, oggi la decima edizione di questo appuntamento, in contemporanea in cinque grandi citta’ italiane dal nord al sud: Milano, Roma, Bari, Reggio Calabria e Palermo.

Nei campi sportivi si sono sfidati ospiti dei centri di accoglienza, studenti, volontari e operatori delle associazioni del terzo settore, in un torneo di calcio colorato e divertente. A Roma il fischio di inizio e’ stato alle 17.30 nello storico quartiere Quadraro, presso il centro sportivo ‘L’airone’.

In campo gli studenti dell’IIS ‘Torricelli’ e ‘Piaget Diaz’, i giocatori della squadra multietnica ‘Liberi Nantes’ e i ragazzi dell’associazione ‘Guide invisibili’.A inaugurare la manifestazione l’assessore Elena De Santis (VII Municipio, Roma Capitale) e il direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, Alfonso Molina. A bordo campo la performance del ‘Quadracoro’, il coro solidale del quartiere, mentre Radio Sapienza cura la radiocronaca della partita.“Sono felicissimo che questo evento diventa ogni anno piu’ partecipato, con ben cinque citta’ coinvolte e 200 partecipanti per questa edizione”, cosi’ Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.

“Sono stato rifugiato io stesso- continua Molina- so bene che significa cercare di ricostruirsi un percorso di vita da zero, in una terra straniera, e non e’ affatto facile; in questi tempi poi e’ ancora piu’ difficile, percio’ la testimonianza di oggi ha un valore ancora piu’ importante di 10 anni fa. Auguro a tutti buon divertimento e buona fratellanza”.

“Sono contenta che questo evento fondamentale si tenga in un campo sportivo comunale della citta’ di Roma, pensato appunto per portare avanti messaggi e valori importanti attraverso lo sport”, ha detto Elena de Santis, assessora alle Politiche Giovanili del VII Municipio. “È importante ribadire che le regole che sono alla base della nostra convivenza si devono rispettare tutte- continua l’assessora De Santis- sopratutto quelle che tutelano le persone che si trovano in una situazione di fragilita’ e possibile marginalizzazione; buon calcio d’inizio a tutti”.

Infine, prima dell’atteso fischio d’inizio, la portavoce del ‘Quadracoro’ ha chiuso gli interventi: “saremo sempre presenti a queste iniziative per ricordare che siamo tutti appartenenti alla stessa nazione, quella umana, e che ogni barriera o confine e’ solo un tentativo astratto di dividerci, di metterci gli uni contro gli altri; per questo oggi scenderemo in campo tutti insieme, uniti, contro il razzismo”.

MILANO, STUDENTI E MIGRANTI IN CAMPO PER L’INCLUSIONE

MILANO – A Milano, la partita- un triangolare- si gioca in un quartiere periferico della citta’, Porto di mare, presso il centro sportivo A.C. Milanese Corvetto: in campo migranti delle associazioni ‘Playmore!’ e ‘No Walls’ e studenti dell’istituto superiore ‘Schiapparelli-Gramsci’ di Milano. In premio per il vincitore la palla del mondiale della nazionale femminile di calcio.

REGGIO CALABRIA FRONTIERA PER L’INCLUSIONE

REGGIO CALABRIA – Una partita di calcio a 5 tra una delegazione di migranti rifugiati ospiti degli Sprar di Villa San Giovanni, Bianco e Reggio Calabria, insieme agli studenti dell’Ite Piria di Reggio Calabria, ha suggellato ‘Io ci sono’, evento svoltasi all’interno dell’area sportiva dell’Universita’ Mediterranea, nell’ambito della Giornata mondiale del rifugiato. Sottofondo della manifestazione il ritmo dei tamburi di Actionaid.
“Reggio Calabria e’ stata una vera frontiera dove le Amministrazioni comunali hanno sopperito a quelle che sono state le assenze del governo, quindi si e’ dovuto operare in piena emergenza”. Cosi’ alla Dire il garante per l’Infanzia e adolescenza della Citta’ metropolitana di Reggio Calabria, Emanuele Mattia. “Oggi la situazione e’ notevolmente migliorata – ha aggiunto Mattia – ma molto dobbiamo fare soprattutto per i migranti minori non accompagnati che devono rimanere nelle stazioni di attesa in tempi ridotti per consentire l’inclusione, l’alfabetizzazione, anche culturale, e un inserimento nella nostra societa'”.
L’evento, realizzato dalla fondazione Mondo Digitale ha avuto l’adesione organizzativa del Comune di Reggio Calabria, per l’occasione rappresentato dall’assessore alle Politiche sociali Lucia Nucera, delle associazioni Arci, Libera, Csi, Uisp, Unicef e della Fcgi.

“Per festeggiare il decimo anno volevamo crescere, quindi abbiamo scelto delle citta’ nuove dove la questione dell’immigrazione ed integrazione viene risolta e affrontata eccellentemente. Volevamo imparare, quindi siamo venuti a Reggio Calabria per una festa incredibile”. Cosi’ alla Dire Cecilia Stajano, responsabile innovazione nella scuola della Fondazione Mondo Digitale, oggi nel capoluogo in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato.   “Qui l’integrazione si e’ fatta prima di questo evento – ha aggiunto Stajano – e siamo grati a Reggio Calabria per quello che ci sta regalando in questa giornata. Non potevamo fare una scelta migliore. Siamo contenti: Reggio Calabria deve rimanere nella Rosa delle migliori citta’ che offrono un insegnamento per tutti ed invito a venire qui per vedere cosa stanno facendo”.

PALERMO, A BALLARO’ SCENDE IN CAMPO ‘IO CI SONO’

PALERMO – “Quest’anno, per la prima volta, ‘Io ci sono’, la partita di calcio solidale, è anche a Palermo, anche se la fondazione Mondo Digitale crea ed implementa questo evento da dieci anni in diverse città italiane. La location è molto particolare, Ballarò è il quartiere palermitano multietnico per eccellenza e qui vogliamo dimostrare come l’integrazione si può fare anche attraverso lo sport. L’evento è stato fortemente voluto dall’assemblea generale delle nazioni Unite”. Così Giovanna Cipolla coordinatrice della fondazione Mondo Digitale a diregiovani.it, in occasione della giornata mondiale del Rifugiato.

La partita di calcio si è svolto nel capoluogo siciliano al campo di bocce di Ballarò, tra i ragazzi ospiti dei centri di accoglienza, studenti di diverse scuole superiori della città , volontari, ragazzi del quartiere e operatori delle associazioni del terzo settore.
“La tradizione palermitana- ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Mattina- utilizza momenti sportivi, di incontro, di aggregazione per attivare l’inclusione. A Palermo non esistono stranieri, chi vive in questa città è palermitano. Lo slogan che utilizziamo in questi anni è ‘io sono persona, noi siamo comunità’. E la comunità si costituisce vivendo insieme. Tutti i percorsi che facilitano l’inclusione sociale di tutte le persone, nate in un Paese estero o a Palermo, sono da attivare perché se è vero che siamo tutti palermitani, dobbiamo esserlo nella qualità dei doveri e dei diritti”.

Le squadre miste hanno giocato la partita solidale, simbolo di unione contro ogni forma di discriminazioni e pregiudizi culturali. “Palermo è una città che accoglie- dice Happi Delice camerunense di nascita e palermitano di adozione- che dà una possibilità. Si vive insieme, non avverto forme di razzismo”.

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