Mi dice che manco di pudore a stare in camera col mio moroso...

Mi dice che manco di pudore a stare in camera col mio moroso…

Salve, vorrei raccontarvi un episodio successo oggi.

Lo scorso week-end io e il mio moroso siamo andati nella sua casa in montagna, dove comunque si trova con tutta la sua famiglia e in effetti eravamo in tutto 10 persone. La casa ha 5 camere da letto, tutte abbinate per coppia (il mio ragazzo ha una sorella maggiore). Io, come mi sembra normale che sia, ero in camera con il mio ragazzo, anche se abbiamo comunque dormito in letti diversi e la cosa non mi disturba affatto.

Quando mia mamma è venuta a sapere del fatto che io avessi condiviso la stanza con lui ha iniziato a dire che non era una bella cosa da fare soprattutto davanti ai suoi famigliari, poi anche insomma le altre persone possono considerarla una mancanza di pudore; soprattutto considerata la nostra giovane età (20 anni) non è una cosa che va fatta assolutamente e che io avrei dovuto informarmi e rifiutarmi di stare in camera con lui.

Sentendola dire queste parole io ero a dir poco sconvolta, mi sembrava di parlare con una persona che vive nel Medioevo, ma la parte più divertente è stata quando mi ha detto “è inutile che pensi che io sia una mamma antica che vive chissà dove, ci sono genitori ben peggiori di me su queste cose”. Io ho penso perso le parole perché lei vive proprio fuori dal mondo e ogni giorno di più me ne rendo conto.. Sarà che rispetto ad esempio ai genitori del mio moroso è comunque più vecchia (58 anni mia mamma e 63 mio padre) ma questo non penso giustifichi la loro visione del mondo ancora così all’antica e mentalmente chiusa. Ci sono ragazze che al giorno d’oggi fanno ben di peggio e genitori che lasciano fin troppa, a parer mio, libertà ai propri figli già a partire dai 14 anni d’età. Io a 20 devo sentirmi dire che manco di pudore a stare in camera col mio moroso.

Io avrei voluto, come raccontato nelle mail precedenti, parlarle del consultorio visto che il momento era praticamente perfetto però dopo che ho sentito queste parole uscire dalla sua bocca non ho veramente più saputo come dirglielo perché probabilmente sarebbe impazzita o che so io.

Avete qualche consiglio da darmi?

Grazie in anticipo e mi scuso per la lunghezza della mail

Chiara


Cara Chiara,
ci dispiace leggere queste tue parole che ci esprimono quanto vivi con difficoltà la relazione con i tuoi genitori, almeno per quanto riguarda la sfera della sessualità.
Come già ti abbiamo precedentemente scritto, probabilmente l’idea di accettare questa tua crescita e autonomia viene vissuta da loro con criticità. A volte questo si sovrappone ad una questione sociale che vede incombente il giudizio degli altri rispetto alla sfera sessuale.
Insomma, l’incontro di tutti questi aspetti può creare un mix esplosivo che può condizionare il modo di pensare ed agire mettendo in atto comportamenti controllanti a volte poco coerenti.
Sappiamo quanto può essere importante ricevere approvazione e sostegno quando si iniziano a fare delle esperienze nuove e sarebbe positivo avere una guida in grado di rassicurare e sostenere in un momento di incertezze e timori. Tuttavia, ci colpisce molto il bisogno di conferme che esprimi nelle tue mail. Ci sembra quasi che l’approvazione si trasformi in una vera e propria ricerca di “autorizzazione” ad accedere a determinate esperienze.
Infatti, cerchi da tempo il momento adatto per chiedere di andare al consultorio quando in realtà potresti già farlo da sola, magari accompagnata dal tuo fidanzato o da un’amica.
E’ vero che avere la maggiore età spesso non è sufficiente ad affrontare autonomamente determinate questioni ma in questo caso parliamo dell’ intimità; questa va dalla scoperta del proprio corpo alla sessualità vissuta con l’altro.
Puoi iniziare a pensare che tale aspetto appartiene a te e che essendo una questione molto personale puoi cominciare a trovare da sola le risposte alle tue perplessità.
Il rischio di non sganciarsi dalle provocazioni che ricevi è quello di rimanere incastrata nella ricerca perpetua di un consenso il quale non è detto che arrivi. Ne deriva il senso di colpa e la compromissione della serenità di vivere la propria sessualità.
Speriamo di averti fornito spunti di riflessione utili.
Torna a scriverci se ne senti il bisogno.
Un caro saluto!


 

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