Ultimo, "Poesia per Roma" diventa un singolo. Ecco il video dell'esibizione

Ultimo, “Poesia per Roma” diventa un singolo. Ecco il video dell’esibizione

Il brano inedito cantato all'Olimpico di Roma è da oggi su tutte le piattaforme digitali
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ROMA – Si è emozionato e ha emozionato e ha dedicato alla sua Roma una poesia in musica. Si chiama proprio “Poesia per Roma”, il nuovo singolo di Ultimo. Il cantautore l’ha presentato in anteprima assoluta durante il suo concerto allo stadio Olimpico. Una prima volta che ha raccolto oltre 60 mila persone. Una favola proprio come cita il titolo del tour. 

L’esibizione


Il brano Ultimo l’ha scritto lo scorso Capodanno, in spiaggia davanti al mare l’ispirazione che gli ha fatto scrivere questa dedica. 

Il testo

So dieci giorni che sto fori
Dici sorridi e dentro muori
A me m’hanno stancato tutti
Donne, auto e amici a volte
Eppure de te io nun me stanco
A volte penso ar Tevere e poi canto
Anche se Roma non è solo centro
Per me sei bella come un dubbio spento
Come un rifugio per un ladro
Sei bella come l’Angelo e il peccato
Te pare poco? Di’ te pare poco essere immortale?
Quando te spegni ‘e vie al tramonto che bellezza che rimane
Sei bella pure senza mare
Lì giù ai Parioli sono belli i ragazzetti
Ma pe’ me nun battono du occhi sopravvissuti a ‘sti parcheggi
Che Roma è Colosseo ma nun è solo quello
Roma è ‘sta panchina rotta che da sogni a quer pischello
Roma è ‘na finestra aperta piena de mollette e panni
È un bimbo cor pallone che è partito da San Giovanni
Mi padre me portava le domeniche allo stadio
Ancora tengo con gran cura la prima sciarpa nel mio armadio
“Roma capoccia der monno ‘nfame”
Il primo saggio da bambino, la cantai col cuore
Non è San Pietro ma ‘sta chiesa che sta a pezzi
La vera Roma sta nei vicoli che te, turista, non apprezzi
È ‘na battaglia persa co’ politici corrotti
Però ne parli e dopo ridi perché a Roma te ne fotti
È un pranzo a casa mia co’ l’amici de ‘na vita
Quelli che perdono a tressette e se la pijano con la sfiga
Vuoi sta’ tranquillo senza troppe cianfrusaglie
Te casca er mondo sulle spalle e trovi forza dentro a un daje
So dieci giorni che sto fori e come me manchi
Domani torno e prima cosa vado a pija du guanti
Perché per scrivere de te ce vò rispetto
Grazie per esse rimasta accesa quando non c’avevo un letto

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