Napoli, secondo giorno di Summer School fra fotografia e plastic free

Napoli, secondo giorno di Summer School fra fotografia e plastic free

Lezione di fotogiornalismo e mini-inchiesta sul lungomare
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NAPOLI – Quando la fotografia viene applicata alla rappresentazione dell’attualità e di tematiche sociali, inizia la storia del fotogiornalismo. Un viaggio per immagini in cui sono stati condotti stamattina gli studenti della tappa napoletana della Summer School dell’agenzia Dire, con la lezione dedicata appunto alla fotografia. Un viaggio che prende le mosse dalla Prima guerra mondiale, attraversa tutta la storia del Novecento e arriva fino all’attualità più scottante, con l’immagine tristemente celebre dei corpi abbracciati di un padre e una figlia che tentavano di oltrepassare la frontiera statunitense, ritrovati senza vita sulla sponda del Rio Grande.

Dalle prime immagini dei fotografi anonimi fra le trincee della Prima guerra mondiale, passando per i fotografi dell’agenzia Magnum, per lo stile documentario americano, fino all’epoca d’oro del fotogiornalismo, segnata dalla guerra del Vietnam. Immagini che hanno cambiato la storia, che hanno rivelato ciò che spesso il potere voleva tenere segreto. Se con l’avvento della televisione il fotogiornalismo ha attraversato un periodo di crisi, si è poi saputo reinventare, trasformando il suo linguaggio fino ai giorni nostri. Ma è giusto mostrare il dolore degli altri? Di fronte alla foto del piccolo corpo di Alan Kurdi, scattata nel 2015, si è aperto un interessante dibattito fra gli studenti, a dimostrare come ancora oggi gli scatti del fotogiornalismo riescano a farci riflettere, interrogare, prendere posizione.

Dopo la teoria si è passati alla pratica, il vero fulcro delle summer school di quest’anno. Così i ragazzi, dopo aver ricevuto qualche nozione di composizione fotografica e videomaking, sono stati accompagnati dai tutor dell’agenzia Dire e diregiovani.it in una perlustrazione del lungomare napoletano per sondare l’efficacia della recente ordinanza ‘plastic free’, entrata in vigore a maggio.

Divisi in gruppi, hanno fotografato il litorale, intervistato passanti ed esercenti per raccogliere pareri e testimonianze sull’effettiva applicazione dei divieti. I giovani aspiranti reporter non si sono fatti spaventare dal temporale, scrosciante ma passeggero, che per mezz’ora ha imposto di interrompere i lavori. Il materiale fotografico e video verrà raccolto e analizzato domani, quando si tireranno le somme di questa mini-inchiesta ambientale. I ragazzi hanno così sperimentato che non è indispensabile raggiungere mete lontane o pericolosi conflitti per documentare visivamente una tematica importante della nostra attualità. 

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