Immigrati, profughi o rifugiati politici? Ecco le differenze

Immigrati, profughi o rifugiati politici? Ecco le differenze

Spesso questi termini vengono utilizzati in maniera inesatta ma in realtà indicano status completamente diversi anche da un punto di vista giuridico. Facciamo chiarezza
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ROMA – Da diversi anni il tema dell’immigrazione sta occupando un posto rilevante nella cronaca e nella politica italiana e mondiale. Ma spesso, i termini immigrati, clandestini, profughi e rifugiati vengono usati in maniera indiscriminata e inesatta. Proviamo quindi a fare chiarezza.

Immigrato: è il termine più utilizzato e indica la persona che si è trasferita in un altro paese, temporaneamente o definitivamente per ragioni di lavoro. In sintesi, lo spostamento è finalizzato al miglioramento della condizione economica. Gli immigrati possono essere:

  • regolari (con permesso di soggiorno)
  • irregolari o clandestini (senza permesso di soggiorno)

Migrante: A differenza del termine immigrato, quello di migrante indica una persona inserita in un percorso di migrazione che non si è ancora stabilita nel paese ospitante.

Rifugiato: a differenza dell’immigrato, che non corre pericoli nel tornare nel proprio paese d’origine, il rifugiato (politico) è colui che è fuggito o è stato espulso dal suo paese originario per discriminazioni politiche, religiose, razziali, di nazionalità o perché è legato ad una categoria sociale perseguitata e trova ospitalità in un altro Paese che gli riconosce legalmente il suo status. La prima definizione del concetto giuridico di rifugiato è contenuta nella Convenzione di Ginevra firmata il 28 luglio 1951. Trattandosi di una condizione giuridica, lo status di rifugiato si può perdere se decadono alcune condizioni specificate proprio nella Convenzione di Ginevra.

Profugo: Questo termine si utilizza per definire genericamente chi si è allontanato dal proprio paese per una guerra o persecuzione ma non è nelle condizioni di chiedere la protezione internazionale. A differenza del rifugiato, il profugo non gode di protezione attraverso l’asilo politico dello Stato che lo ospita ed il suo status non è sancito dal diritto internazionale.

Richiedente asilo: con questo termine si indicano tutte le persone che hanno lasciato il proprio Paese d’origine e hanno fatto richiesta di asilo ma sono ancora in attesa di una decisione da parte delle autorità del paese ospitante in merito al riconoscimento dello status di rifugiato. 

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