Fascino letale: ecco i luoghi più belli - e mortali - del mondo

Fascino letale: ecco i luoghi più belli – e mortali – del mondo

Che si tratti di relax su una spiaggia dorata o di avventurose escursioni nella giungla, c’è una cosa che tutti vogliono dalla loro vacanza: tornare sani e salvi.
Ma, mentre la maggior parte dei viaggi vanno senza intoppi, ci sono alcune destinazioni dove la vacanza può finire in un disastro, sia godendosi la spiaggia che scalandouna montagna.
Ma dove sono le mete turistiche più mortali del mondo?

Dalla “Death Road”, strada della morte – appropriatamente chiamata – in Bolivia, dove centinaia di piloti muoiono ogni anno, alla spiaggia della Florida con più attacchi di squali per chilometro quadrato che in qualsiasi parte del mondo, queste sono alcune bellissime località dove i turisti dovrebbero stare particolarmente attenti.

MONTE BIANCO, ITALIA/FRANCIA

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Con picchi di 5.000 metri e venti ad alte velocità che sulla cima raggiungono i 95km/h, non è sorprendente che il Monte Bianco sia uno degli angoli più pericolosi per gli escursionisti.
Pericolo che non ferma gli avventurieri provenienti da tutto il mondo.
In media, oltre 20.000 persone tentano di salire annualmente sulle vette mozzafiato.
Purtroppo, molti sono stati feriti o hanno perso la vita sulla cima più alta d’Europa, che registra circa 30-70 morti l’anno.

GRAND CANYON, ARIZONA
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Ci sono circa 4,5 milioni di visitatori che ogni anno raggiungono il Grand Canyon. Di questi, una media di 12 perde la vita.
Le cause della morte sono varie, e possono riguardare stanchezza, calore, disidratazione, condizioni mediche, suicidio, o scivolate.
Al 2014, sono 685 le morti totali segnalate.

TEAHUPOO, TAHITI


Meta di migliaia di amanti del surf, Teahupoo vanta onde che possono variare da 3 a 7 metri di altezza.
Le celebri onde hanno una forma unica, a causa della barriera corallina poco profonda, fino a 50 cm sotto la superficie dell’acqua, dove l’onda s’infrange.
Ci sono stati cinque decessi “da surf” registrati a Tahiti dal 2000.

KODOKA TRACK, PAPUA NUOVA GUINEA
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Questo tratto di giungla è stato reso famoso durante la Seconda Guerra Mondiale, e da allora è un luogo dove gli australiani tornano per rendere omaggio ai soldati che hanno perso la vita.
Il percorso di Kokoda è costato la vita a sei escursionisti australiani, e fino a 50 persone hanno avuto gravi infortuni.
Il tracciato include giungla, fiumi e montagne.

NEW SMYRNA BEACH, FLORIDA
New Smyrna Beach
Ci sono stati 701 attacchi di squali in tutto il mondo tra il 2004 e il 2014, secondo i dati della International Shark Attack File.
Di questi, 219 avvengono in Florida, battendo famosi luoghi pericolosi come le Hawaii, Australia e Sud Africa.
New Smyrna Beach è la spiaggia più pericolosa per questo, con più attacchi per chilometro quadrato rispetto a qualsiasi altra spiaggia in tutto il mondo.
Fortunatamente non tutti sono incidenti mortali, e molti degli infortuni sono causati da giovani squali toro che danno “morsetti” a canoisti ignari.
Nel 2104, un ragazzo di 15 anni e uno di 29, sono stati morsi in due incidenti separati a New Smyrna Beach, lo stesso giorno.

PARCO NAZIONALE DI YOSEMITE – HALF DOME, CALIFORNIA
Half Dome
Solo i più intrepidi esploratori possono tentare gli ultimi 120 metri dell’Half Dome di Yosemite Valley, una parete quasi verticale.
Gli alpinisti devono utilizzare cavi metallici per aiutarsi verso l’alto, e ci sono stati diversi decessi segnalati nel tentativo di raggiungere la cima.
Circa 60 persone sono morte sull’Half Dome, e molte sono scivolate sulla roccia.

SCOGLIERE DI MOHER, IRLANDA
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Le scogliere di Moher sono una delle destinazioni turistiche più gettonate d’Irlanda.
Le splendide scogliere a picco sul mare sono composte principalmente da strati di roccia scistosa, arenaria e roccia sedimentaria, e ospitano circa 30.000 uccelli di oltre 20 specie.

Anche se la bellezza naturale della rupe incanta i turisti, la mancanza di corrimano può rivelarsi pericolosa.
Purtroppo alcuni visitatori non sempre rispettano le misure di sicurezza e alcuni sono caduti dal dirupo perdendo la vita.

SKELLING MICHAEL, IRLANDA
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La spettacolare Skellig Michael è un’isola situata nell’Oceano Atlantico nella Contea di Kerry in Irlanda.
E’ stata dichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1996, grazie l’antico monastero cristiano fondato tra il 6° e 8° secolo.
Una salita pericolosa di 600 gradini, spesso scivolosi e molto pericolosi, di oltre 1000 anni anni fa segue i fianchi scoscesi di questa isola rocciosa.
Si sono verificate due morti nel 2009, che hanno portato a una revisione delle condizioni di sicurezza dell’isola.

TOUR IN ELICOTTERO DEI VULCANI, HAWAII
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Le Hawaii hanno tre incredibili vulcani attivi, che richiamano elicotteri di turisti che vogliono vedere da vicino la loro potenza.
Tuttavia, i getti di lava possono raggiungere altezze altissime, e molti turisti sono stati colpiti mentre sorvolavano le bocche dei vulcani.

Trenta persone sono morte per questo motivo nel 1995, e 45 feriti gravi tra il 1992 e il 2002 e nel 2007, dopo la morte di 3 persone, hanno chiuso il tour in bicicletta sul Kilaluea, il vulcano più attivo sulla Terra.
A parte la lava incandescente, i gas vulcanici sono mortali.

FIUME COLORADO
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Il Colorado è un fiume lungo circa 2.330 km che attraversa sette Stati, di cui 5 USA e due messicani.
Pur essendo uno dei sistemi fluviali con il più importante impatto visivo,  incidenti e decessi sono comuni.

Nel 2014, si sono verificate 15 morti nei primi sette mesi, probabilmente a causa delle correnti veloci e dell’acqua alta.
Un numero aumentato rispetto al 2007, quando ci furono 12 decessi, con 275 incidenti e 176 feriti.

Nel 2013 una donna di 21 anni è stata trovata nel Colorado due mesi dopo la scomparsa.
L’autopsia stabilì la morte per annegamento.

Alcol e inesperienza sono anche alcune delle cause principali di incidenti mortali.

VIA DEGLI YUNGAS, LA PAZ – BOLIVIA
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Famosa per essere una delle strade più pericolose del mondo, la via degli Yungas in Bolivia è conosciuta come “Strada della morte”, riferendosi alle centinaia di vite che prende ogni anno.
Lungo i suoi 56 km non ci sono guard rail per evitare la caduta di biciclette e moto.
Lo scenario mozzafiato attira più di 25.000 appassionati di mountain bike ogni anno, ma la strada è coperta da piccole croci di legno per segnare i morti, fino a 300 all’anno.
La statistica è arrivata dopo uno studio della Banca interamericana di sviluppo americano, che ha proclamato la via degli Yungas “strada più pericolosa del mondo”.

PASSEGGIATA DEL MONTE HUA, CINA
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Il percorso del Monte Hua (2.154 metri) è noto per essere uno dei sentieri più letali al mondo.
La piccola passerella è scolpita in una montagna sacra taoista, e comprende salite verticali, scale ripide e strette passerelle, con solo una piccola catena per aggrapparsi.
I turisti affollano il sito per raggiungere i monasteri in alto, ma il pellegrinaggio costa circa 100 vite ogni anno.

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