Fioramonti: "scuole primo presidio delle istituzioni"

Fioramonti: “scuole primo presidio delle istituzioni”

L'intervento del ministro dell'istruzione alla cerimonia dell'apertura dell'anno scolastico 'Tutti a scuola'
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L’AQUILA – “La nostra presenza qui, a dieci anni dalla terribile tragedia dell’aprile 2009, è un tributo alla tenacia di questa comunità, che proprio dalla scuola ha deciso di ripartire. Nonostante gli sforzi moltissimo resta ancora da fare per sanare le ferite inferte a questo territorio. Farò la mia parte per porre fine a ulteriori e inaccettabili ritardi”. Il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, ha iniziato così il suo discorso in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico ‘Tutti a scuola’, quest’anno ospitata nel cortile della scuola primaria ‘Mariele Ventre’ de L’Aquila.
 

“Dedico un saluto particolare anche alle scuole liguri coinvolte dal cedimento del ponte Morandi, che oggi riaprono beneficiando di un piano di emergenza che garantisce la mobilità degli studenti coinvolti dalle conseguenze del crollo- ha continuato- Riaprire una scuola non significa solo ricostruire lo spazio in cui trascorrete gli anni della vostra formazione ma vuol dire restituire a una comunità uno straordinario presidio di libertà e di futuro. È nelle scuole, cari ragazzi, che potrete accrescere le vostre conoscenze, sviluppare il vostro senso critico e la vostra visione del mondo”.

“Uno dei padri costituenti, Piero Calamandrei, nell’illustrare l’articolo 34 della costituzione dedicato alla scuola e all’istruzione, sosteneva che per mantenere la democrazia la scuola, a lungo andare, è più improntate del Parlamento, della magistratura e della Corte Costituzionale- ha proseguito Fioramonti- perché é a scuola che si impara a convivere con gli altri, anche con quelli più lontani da te, e a confrontarsi con idee diverse. È il luogo in cui la politica riassume il suo valore originario di mediazione dei conflitti, in cui si discute dei problemi per sortirne insieme, in cui l’inclusione accade in modo naturale”.

Il ministro ha poi aggiunto: “a scuola si è per la prima volta tutti uguali nelle diversità. Una scuola veramente aperta a tutti non lascia a casa nessuno. Non uno di meno. Vale per gli studenti di origine straniera, membri vitali delle nostre comunità scolastiche e per i docenti necessari a coprire le cattedre scoperte, a partire dagli insegnanti di sostegno senza i quali non può essere garantito il diritto allo studio per gli alunni con disabilita’. A questo proposito mi impegno perché non accada più che l’anno scolastico cominci senza il personale scolastico necessario”.

Fioramonti ha sottolineato che spesso “la scuola è anche il primo, se non l’unico presidio delle istituzioni con cui i cittadini entrano in contatto. Non ho esitato a definire gli insegnanti veri e propri eroi civili, e li ringrazio del loro lavoro svolto spesso in condizioni difficili e con salari lontani non solo dalla media europea ma anche da quello che sarebbe un
giusto risarcimento al valore sociale di ciò che fanno quotidianamente. Lo stesso vale per i dirigenti e per tutto il personale scolastico, nonostante le incombenze dovute alle riforme dei precedenti governi, non hanno mai smesso di essere punti di riferimento preziosi con il loro lavoro per i nostri giovani”.

E ancora: “uno Stato che vuole investire seriamente sul proprio futuro dovrà tenere conto di questo aspetto, perché se i buoni insegnanti sono costosi i cattivi maestri costano molto di più”. Sugli studenti, invece, il ministro ha detto che “occorre tener conto in misura maggiore della voce degli studenti per coinvolgerli nella co-gestione degli spazi educativi. La
possibilità di rafforzare le reti territoriali deve consentire anche alle scuole più decentrate di costruire comunit
à solidali in grado di coniugare innovazione e prossimità”.

“Se la scuola è la fotografia dell’Italia che avremo non possiamo che dedicarle tutte le risorse che occorrono- ha aggiunto- È il miglior investimento che abbiamo e la nostra migliore chance per il futuro. È per questo che mi sono impegnato a trovare al più presto, a partire già dalla prossima legge di bilancio, le risorse aggiuntive necessarie a ripristinare i
livelli di spesa almeno a livello del 2008. Viviamo in un mondo complesso e lo sarà sempre di più. Quest’estate abbiamo assistito a mutamenti climatici repentini, e non è forse un caso che sia Greta Thunberg, una giovanissima studentessa, a ricordare a noi adulti che bisogna agire e farlo per tempo”.

E infine ha concluso: “quella che vi accingete a fare è un’esperienza irripetibile. Non sprecatela. Non credete agli slogan. Il mondo non è contenuto in uno smartphone, un’app non può risolvere tutti i vostri problemi, i social non sostituiscono la vita che c’e’ in una classe ma ne sono solo un pallido e freddo surrogato. Scegliete di essere protagonisti e
non spettatori delle vostre vite. Il futuro e il sapere non so possono comprare ma e’ nelle vostre mani la possibilità di provare a reinventarlo”.

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