Friday for the future, fiume colorato a Cagliari

"Vi sommergeremo prima del mare"
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CAGLIARI – Un fiume colorato e rumoroso si sta riversando nelle strade di Cagliari. Anche il capoluogo sardo ha risposto presente alla mobilitazione per il clima partita in tutta Italia, e lo sta facendo alla grande. Sono infatti circa 5.000 i ragazzi scesi in piazza questa mattina -soprattutto studenti da tutti i licei della Città metropolitana, ma anche universitari e centri sociali- per far sentire “a chi comanda” la rabbia per i cambiamenti climatici che stanno stravolgendo gli equilibri del pianeta.

Alla testa del lunghissimo corteo, partito da piazza Gramsci e diretto verso la sede della Regione in viale Trento, uno striscione che racchiude perfettamente lo spirito della protesta: “Vi sommergeremo prima del mare, vogliamo giustizia climatica e sociale”. “Se ci togliete il futuro, noi blocchiamo la città”, lo slogan più cantato, e in effetti il traffico nelle vie centrali della città, è totalmente paralizzato, con il risultato che alle trombe da stadio dei ragazzi, di sovrappongono i clacson degli automobilisti. Nel frattempo un enorme mappamondo di plastica, ormai completamente ammaccato, fa avanti e indietro lungo il corteo, sbatacchiato dai pugni dei manifestanti. “Ecco come state riducendo la nostra terra”, dice qualcuno.

Prima della tappa finale in viale Trento, il corteo si è fermato brevemente sotto i portici del Consiglio regionale, in via Roma. Qui i ragazzi hanno ribadito il loro no al progetto del metanodotto e alle esercitazioni militari in Sardegna”.

STUNDENTI A SOLINAS: NO METANO O SEI NEMICO AMBIENTE

“Solinas dica no al metano, o dichiareremo lui e la sua giunta nemici climatici e ambientali”. Questo l'”ultimatum” al presidente della Regione, Christian Solinas, da parte dei ragazzi che questa mattina sono scesi in piazza a Cagliari per il clima. Il corteo di studenti ha scelto come tappa finale della manifestazione la sede della Regione di viale Trento e qui Alice, del liceo classico Euclide, ha parlato a nome di tutti: “Abbiamo una semplice richiesta da fare alla giunta regionale: una dichiarazione di emergenza climatica in cui si dica che hanno realmente intenzione di realizzare un piano energetico alternativo. Ma vogliamo la garanzia che quelle scritte nella dichiarazione non siano solo parole, vogliamo essere sicuri che seguano i fatti. Perciò siamo disposti a stilare questa dichiarazione di emergenza climatica solo se il presidente Solinas dice no al metano, solo se ci dà questa garanzia”.

Questo, prosegue la studentessa, “non perché il metano sia il male assoluto -sarebbe falso dire una cosa del genere- ma la metanizzazione oggi ci impedirebbe di scrivere qualsiasi futuro alternativo, renderebbe impossibile la dismissione del fossile in tempi ragionevoli, allontanerebbe definitivamente la speranza delle rinnovabili. Il presidente non può dire sì al metano e sì al cambio di rotta sul clima, non può si può pensare a un piano energetico alternativo senza fare marcia indietro sul metano”.

Prosegue Alice: “Dicevano che quello che facciamo non serve, ma ora sono costretti ad ascoltarci. Dicevano che non possiamo fare la differenza ma ora, che siamo tanti, fanno finta di prendere provvedimenti. Il cambiamento climatico e’ ormai un fatto assodato, ora dobbiamo far vedere che facciamo sul serio, che non ci arrendiamo, che non lo facciamo solo per moda, che siamo disposti ad andare fino in fondo”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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