Rugby, Bernabò: "Sì allo sport senza obbligo di diventare campioni"

Rugby, Bernabò: “Sì allo sport senza obbligo di diventare campioni”

Intervista all'ex rugbista, allenatore e ora responsabile organizzazione eventi della federazione italiana rugby
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ROMA – “Lo sport può dare qualcosa ai giovani, se è ben praticato e interpretato”. A dichiararlo è Pierluigi Bernabò, ex rugbista (Rugby Roma, S.S. Lazio e nazionale), allenatore e ora responsabile organizzazione eventi della federazione italiana rugby.

“I ragazzi devono fare sport e non devono avere l’obbligo di diventare campioni; non devono avere la pressione degli allenatori e dei genitori. Questo credo sia fondamentale perché viviamo in un’epoca di grandi sollecitazioni. Lo sport deve essere- ha proseguito Bernabò- divertimento e salute. Il rugby ha delle componenti particolari legate alla capacità di saper convivere con gli altri, saper riconoscere i meriti del compagno e aiutare quelli che sono in difficoltà. Il rugby si distingue per alcuni principi fondamentali che sono: rispetto, sostegno e la capacità di superare le difficoltà”.

Pierluigi Bernabò organizza eventi nazionali e internazionali come il ‘Sei Nazioni’, il più importante torneo di rugby, senza tralasciare nulla al ‘Terzo tempo’ che è quel momento di convivialità tra le due squadre e tra le tifoserie al termine di ogni partita.

“È un momento che ci caratterizza, un gioiellino che cerchiamo di curare con grande attenzione. Va a soddisfare un bisogno che abbiamo tutti che è quello di vivere tranquillamente, gioire dei momenti di serenità dopo le emozioni vissute sul campo”.

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