Festa Cinema. Scary stories to tell in the dark: il lato horror dei pettegolezzi

Festa Cinema. Scary stories to tell in the dark: il lato horror dei pettegolezzi

Il film è prodotto da Guillermo del Toro
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ROMA – La seconda giornata della Festa del Cinema di Roma si è aperta all’insegna dell’horror sul folklore americano con ‘Scary stories to tell in the dark‘. Diretto da André Øvredal e prodotto da Guillermo Del Toro, il film è ambientato ad Halloween del 1968 e segue le storie di quattro ragazzi della piccola cittadina di Mill Valley, su cui, ormai da generazioni, incombe l’ombra dei Bellows. È nella loro dimora infatti, che la figlia Sarah, una ragazza che cela terribili segreti, ha trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che ha scavalcato i limiti del tempo. Racconti che diventano fin troppo realistici per Stella (Zoe Colletti), Ramon (Michael Garza), Chuck (Austin Zajur) e Auggie (Gabriel Rush), i quattro protagonisti del film che durante la notte di Halloween vanno per gioco alla scoperta della terrificante casa di Sarah e si ritrovano a dover risolvere il mistero che avvolge alcune macabre morti avvenute nella loro cittadina. 

Tratta dall’iconica e inquietante serie di libri di Alvin Schwartz, la pellicola è un elettrizzante e angosciante ritratto su come i pettegolezzi possano influire negativamente sulla vita di una persona.

Questo film (dal 24 ottobre al cinema con Notorious Pictures) è un modo per rappresentare come una vita può essere distrutta da una maldicenza, ha raccontato Ovredal in conferenza. “Per esempio Stella– continua il regista- come si vede nella pellicola convive con le dicerie che i suoi concittadini hanno messo in giro su sua madre quando l’ha abbandonata. Oggi queste dicerie si sono trasferite sui social network. Questo e’ un meccanismo senza tempo“.

Scary stories to tell in the dark non mostra solo le conseguenze di una diceria, ma affronta anche il tema della paura. I quattro protagonisti infatti, nel film si trovano a fare i conti con le loro inquietudini nei riguardi del futuro. A tal proposito, il regista ha raccontato anche delle sue paure e tra queste ci sono “quella che possa accadere qualcosa ai figli, la povertà, dello scoppio di una guerra e che il mondo impazzisca. Il cinema e il teatro sono un ottimo terreno per estremizzarle“.

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