Milano, presentata 'Webecome': piattaforma contro il bullismo

Milano, presentata ‘Webecome’: piattaforma contro il bullismo

Iniziativa di palazzo Marino e del gruppo Intesa San Paolo
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MILANO – “Vogliamo crescere bene i nostri piccoli cittadini perciò è importante fare prevenzione e parlare di bullismo, di inclusione e rispetto della diversità, ma anche di corretti stili di vita, e di benessere sia ai più piccoli sia ai ragazzi che hanno già incontrato difficoltà e magari preso le distanze dalla scuola”. Così l’assessora all’Educazione e Istruzione del comune di Milano questo pomeriggio, intervenendo al convegno ‘Qui nessuno è diverso’ promosso insieme al gruppo Intesa San Paolo.

Nella sala conferenze di Palazzo Reale che affaccia su piazza Duomo l’assessora ha sottolineato l’importanza di costruire alleanze pubblico-privato, ringraziando i presenti “per avere trovato il tempo di staccarsi dall’emergenza del quotidiano e darsi una speranza di futuro”. Ha infine ribadito l’impegno del comune per l’integrazione tra scuola e territorio con la piattaforma ‘Scuole Aperte’.

Dello stesso avviso anche Nicoletta Bernasconi, responsabile relazioni con università e scuola di ‘Intesa San Paolo’ che ha presentato lo strumento ‘Webecome’, sviluppato in sinergia col comune di Milano ed esperti esterni. “Un progetto di sistema, di cittadinanza attiva, per la prevenzione e il contrasto dei disagi sociali delle giovani generazioni che si rivolge al target della scuola primaria 6-11 anni. È una proposta che si rivolge alla comunità educante per fornire strumenti utili a prevenire i problemi, tutta in una chiave positiva. Educazione al gusto, valorizzazione dell’unicità, sviluppo di life skills, queste le nostre parole chiave. La piattaforma online è gratuita e a libero accesso per tutti e offre otto moduli formativi. A Milano- ha concluso- prevediamo di diffondere il progetto nelle 500 scuole del territorio metropolitano”.

Roberta Dalla Cia, responsabile del centro di giustizia riparativa del comune di Milano, ha proposto ai presenti – tutti operatori della scuola – una relazione sui servizi offerti dal centro a beneficio dei ragazzi che mettono in atto condotte devianti e anti-sociali. Legalità, giustizia penale e riparativa, attenzione alle vittime, etica ed educazione digitale, laboratori di sostegno ai docenti per intervenire su condotte anti-sociali che non integrano fattispecie di reato. “Sono 30 le scuole del territorio dove sono stati aperti sportelli di mediazione a beneficio degli insegnanti. Questi incontri tra ‘reo’ e vittima- ha spiegato Dalla Cia, precisando però che non è corretto parlare di reo perché si tratta di ragazzi non autori di reato- avvengono anche in virtù di un protocollo col tribunale dei minorenni. Ci accorgiamo che spesso i ragazzi non sono consapevoli di ciò che stanno commettendo, incontrare la vittima aiuta perciò in questo senso. Importante quindi attivare sinergie tra pubblico-privato e l’istruzione scolastica”, ha concluso.

Di rischi e potenzialità del digitale ha parlato Mario Maestri, referente cyberbullismo per l’ufficio scolastico territoriale di Milano. “L’inclusione non passa da uno strumento ma dalla vita quotidiana. La prevaricazione, la violenza sull’altro, può far riflettere gli studenti sul rapporto con chi hanno vicino. Di recente è stata approvata la legge 71 specifica su cyberbullismo. Noi quindi abbiamo lavorato per favorire una formazione che spiega i meccanismi del fenomeno. Da qui poi arriviamo ad allargare lo sguardo per favorire processi realmente inclusivi”, ha spiegato Maestri lasciando la parola a Nadia Ambrosetti, referente piano nazionale scuola digitale per l’ufficio scolastico di Milano.

Ambrosetti ha ricordato come le competenze digitali rientrino tra gli obiettivi primari di apprendimento secondo l’unione europea. “Agire sul digitale in maniera attiva e partecipativa, essere attenti alle notizie e al fact-checking. Tutto rientra nelle competenze digitali, sia per alunni che per insegnanti. Didattica e formazione su cittadinanza digitale è quindi tra gli sforzi prioritari del ministero dell’Istruzione” ha concluso.

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