Bologna, al Malpighi (e all'estero) con borsa di studio

Bologna, al Malpighi (e all’estero) con borsa di studio

Preside Ugolini: "Per ragazzi è strada nel mondo"
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BOLOGNA – L’offerta internazionale del liceo Malpighi di Bologna a portata di tutti, grazie ad un pacchetto di borse di studio finanziate dalla Fondazione Campari: è il frutto del progetto “Imparare per passione”, presentato oggi in conferenza stampa dalla preside Elena Ugolini e dal segretario generale della Fondazione, Eugenio Pelitti, affiancati dalla vicesindaco Marilena Pillati e dall’economista Stefano Zamagni, presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali.

Cinque borse di studio quadriennali (riservate a studenti residenti a Bologna e provincia) consentiranno di coprire integralmente i costi della tassa di iscrizione, della retta annuale e dei periodi di studio all’estero previsti dal “4-Year Programme” (4YP), il liceo internazionale che il Malpighi ha avviato lo scorso anno. Due borse sono destinate a studenti non residenti sotto le Due torri: in questo caso il contributo copre anche vitto e alloggio.

Le borse di studio, che prevedono l’assegnazione per merito e reddito, riguarderanno il 25% degli iscritti alla futura classe prima del 4YP. Nell’iniziativa rientrano poi altre due borse di studio riservate a tutti gli studenti che frequentano il terzo e il quarto anno del Malpighi: in questo caso l’obiettivo è favorire la partecipazione, tramite il programma “Excellent”, ai corsi di studio estivi “Harvard secondary school program” e “Brown pre baccalaureate program”.

Infine, il progetto mette a disposizione corsi intensivi e workshop per gli studenti che decidono di candidarsi per la partecipazione a “Excellent”. Con questo progetto la Fondazione Campari ha deciso di “investire su una scuola come la nostra che ha un unico obiettivo: quello di aiutare i ragazzi a crescere, mettere a frutto i propri talenti e prepararsi una strada nel mondo” ma “senza dimenticare le radici”, sottolinea Ugolini.  Iniziative come queste sono in grado di “cambiare la mentalità con cui si concepisce la scuola in Italia- continua la preside del Malpighi- e di far vivere ai ragazzi un’esperienza all’estero, opportunità oggi riservata alle famiglie che hanno disponibilità economiche importanti”.

La Fondazione Campari ha scelto il Malpighi perché il liceo bolognese è in grado di “coniugare una fortissima aderenza alla tradizione della buona scuola italiana, che tutti ci invidiano- afferma Pelitti- con l’apertura al mondo, attraverso i suoi progetti internazionali”. Il Malpighi “è in controtendenza” rispetto ad una scuola italiana incentrata sulla “conoscenza codificata”, sottolinea Zamagni. “Siamo nella quarta rivoluzione industriale e questo tipo di conoscenza non funziona più”, continua l’economista: serve “una trasformazione radicale dell’impianto filosofico della scuola”, invocata anche da Papa Francesco con il Global compact on education.

“Vorrei che queste borse di studio si moltiplicassero affinché chiunque potesse entrare in questo liceo e lavorare con quella passione che sempre dovrebbe accompagnare i nostri ragazzi nella scuola”, afferma Pillati: in questo senso il progetto illustrato oggi “è qualcosa di straordinario, che consentirà a ragazzi ancorché privi di mezzi di poter accedere a questa opportunità”.

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